Fede

Verso Sant’Agata: “la bersagliera”, la candelora dei pescivendoli

Candelora pescivedoli
24 gen 2015 - 06:48

CATANIA – Si chiama così: “la bersagliera”, la candelora dei pescivendoli, nome dedicatole dato che si muove a passo molto più svelto rispetto alle altre, è quasi come se dicesse “lasciami andare” racconta Giovanni Cimino, uno dei portatori.

Come le altre candelore, o meglio cerei, che sono in tutto dodici e rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri della città, simboleggia la luce che illumina il percorso della Santa, un’offerta da parte dei pescivendoli alla patrona della città di Catania.

Il cereo dei pescatori, custodito nella chiesa di San Francesco di Paola, protettore della gente di mare, è uno dei più prestigiosi, insieme con quello degli ortofrutticoli e quello dei macellai.

Si compone di:
- una base con decorazioni dedicate al mondo ittico
- scene raffiguranti il martirio di Sant’Agata
64 luci poste tutt’intorno
- 4 angeli
- una statua di San Francesco di Paola
- bandiere
- il cosiddetto “mazzetto”, anch’esso illuminato

La candelora dei pescivendoli è alta oltre 5 metri, servono 8 persone per trasportarla ed è una delle più ammirate. È in stile rococò.

In altri tempi l’avremmo già vista sfilare domenica prossima, ma ancora non si sa quando uscirà a causa di qualche problema gestionale.

Il Comune provvede solo ai finanziamenti per i giorni del 3, 4 e 5 febbraio, mentre della manutenzione e delle sfilate che precedono giorno 3 se ne occupa il circolo dei pescivendoli.

Sembra che la crisi abbia colpito anche le festività religiose, tuttavia Giovanni Cimino ci rassicura: giorno 3 vedremo tutte le candelore sfilare in via Etnea.

 

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Alessandra Modica



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