Verso Sant'Agata
 

Le 12 "candelore" raccontate una per una, un pezzo di storia che rivive nella devozione dei cittadini

Le 12 “candelore” di Sant’Agata raccontate una per una, un pezzo di storia che rivive nella devozione dei cittadini

Commenti

commenti

30 gen 2017 - 06:15

CATANIA – Simbolo di gratitudine e di fedeltà nei confronti dell’amata Patrona sono le 12 candelore di Sant’Agata.

Ognuna ha peso differente, si va dai 400 ai 900 chili, tutti portati a spalla da 4, 8, 10 o addirittura 12 uomini.

Eccole presentate una per una.

- Candelora Monsignor Ventimiglia: è la più “leggera”. Meglio nota come “candelora di Sant’Agata” venne richiesta direttamente dallo stesso Monsignore nel 1766, a seguito della devastante eruzione lavica che colpì Catania. È oggi custodita nella chiesa di San Placido. Questa, dopo la candelora del circolo cittadino di Sant’Agata, è l’unica non appartenente a corporazioni di arti e mestieri.

- Candelora Rinoti: è una delle più “anziane”. Fu donata dai cittadini di San Giuseppe la Rena verso gli inizi dell’ottocento. Viene accompagnata dal rettore, dal comitato e dalla banda di quartiere. 

- Candelora degli Ortofluricoltori: è la candelora dei fiorai e dei giardinieri. Meglio conosciuta come “la regina”, il suo stile è quello gotico veneziano. La si può trovare nella chiesa di San Francesco all’Immacolata.

Candelora dei Pescivendoli: è una delle più prestigiose. Simboleggia la luce che illumina il percorso della Santa. La sua principale caratteristica è la ghirlanda di fiori che ad ogni passo dà vita ad un movimento oscillatorio grazie al quale la si rinomina “la bersagliera”. Alta oltre cinque metri, il suo stile contrariamente a quello degli ortofluricoltori è rococò.  

- Candelora dei Fruttivendoli: è conosciuta come la “signorina” per via delle sue forme signorili e raffinate. Si trova all’interno del Santuario della Madonna del Carmine di Piazza Carlo Alberto. 

- Candelora dei Macellai: conosciuta come la candelora dei “chianchieri”, è adornata dalle statue dei Santi Sebastiano (patrono della categoria dei lavoratori), Antonio di Padova, Isidoro Agricola e della Madonna del Carmine. 

- Candelora dei Pastai: alta circa 4 metri è oggi custodita, insieme alla candelora dei bettolieri, nella chiesa di San Francesco all’Immacolata, è adornata da 130 luci, da 4 angeli e da 4 statue rappresentanti Sant’Agata, San Berillo, Sant’Euplio e San Pietro. 

- Candelora dei Pizzicagnoli: restaurata nel 1980, è la candelora degli alimentaristi. In stile rococò è conservata nella chiesa di San Francesco all’Immacolata. È alta 5 metri e pesa ben 550 kg.  

- Candelora dei Bettolieri: è la candelora dei vinaioli. Pesante circa 840 kg è una delle più antiche; risale infatti all’800. Anche questa è custodita nella chiesa di San Francesco all’Immacolata.

- Candelora dei Fornai: soprannominata “A mamma”, pesa circa 1000 kg e a portarla in spalla non sono in pochi. È adornata da angeli ed è una delle più antiche.

- Candelora Villaggio Sant’Agata: in stile barocco è una delle più giovani. Per costruirla ci sono voluti 3 anni; a scolpirla sono stati i due scultori della ditta Scirè, Emanuele ed Eliseo BranchittaVoluta dal signor Salvatore Russo, pesa circa 660 kg ed è alta ben 5 metri. 

- Candelora  Circolo cittadino di Sant’Agata: risale al 1876. A volerla è stato il cardinale Dusmet. Fin dal 1904 era conservata nella cattedrale di Catania.

 

Commenti

commenti

Corrada Cannella



Lascia un Commento