Delitto Loris

Veronica Panarello scrive una lettera al padre dal carcere

veronica panarello
23 gen 2015 - 19:30

AGRIGENTO - È stata al centro delle polemiche dell’intera nazione, dapprima indagata per l’assassinio del figlio, il piccolo Loris Stival, poi sottoposta allo stato di fermo dopo la decisione dei magistrati della procura di Ragusa.

Ma ancora, Veronica Panarello, la giovane madre sospettata di figlicidio, non si da’ per vinta. Ha supplicato i media di dar voce alla sua verità, e adesso continua a chiedere ai familiari di crederle e di rigettare la terribile immagine di madre assassina che le è stata affibbiata. E lo fa tramite una lettera, indirizzata al padre Francesco, che ha scritto nella sua cella del carcere di Agrigento.

“In cella non mi manca nulla di materiale – scrive Veronica – ma le persone a me più care. Non vorrei trovarmi qui, perché amare i propri figli e il proprio marito non è reato. Hanno arrestato un’innocente! Questa purtroppo è la giustizia italiana”.

È quindi colpa della giustizia italiana, secondo Veronica, che l’ha ingiustamente gettata in gattabuia.

“Una mamma di un compagno di Loris, di Modica – continua Veronica – mi ha mandato delle foto di una recita del mio angioletto: il mio cuore ha pianto tante lacrime di sangue. Sapere che non potrò più riabbracciarlo è devastante. In cella ho un’ottima compagnia, il Vangelo, e sono sicura che Dio mi aiuterà ad affrontare le giornate, anche le più dure….”.

Poi parla del marito, Davide Stival, e del figlio minore che non potrà mai più riabbracciare:

“Non ho più le braccia di Davide che mi avvolgevano facendomi sentire al sicuro ma solo le mie, per lottare, e il vostro sostegno. Nei miei sogni vedo la mia adorata famiglia unita e felice, Loris e Diego che mi chiamano ‘Mamma’, quella parola che non sento pronunciare dall’8 dicembre… Ogni volta non vorrei svegliarmi perché non è più tutto come lo vedo nei sogni. Il dolore è tanto, mi hanno strappato il cuore e me lo hanno restituito tutto pieno di ferite. Non ho ammazzato Loris ma l’ho amato immensamente”.

“Se vedi Davide – conclude - digli che le mie braccia saranno sempre aperte e che vorrei rivederlo, insieme a Diego. Soffro di non poterli abbracciare”.

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Mirko Regalbuto



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