Delitto Loris

Veronica Panarello dal carcere: “Facciano tutto quello che vogliono”

veronica panarello
9 mar 2015 - 18:12

RAGUSA - Sono tutti contro di me, si sono concentrati unicamente su di me, ma io sono innocente“.

È l’appello disperato di Veronica Panarello, che dal carcere di Agrigento continua a proclamare la sua innocenza e continua fermamente ad affermare che non è stata lei ad aver ucciso il figlio Loris di 8 anni.

A confermarlo è il legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita, che, nell’ennesima visita in carcere, ha trovato la sua clientefortemente dimagrita e psicologicamente provata“, ma migliorata rispetto alle condizioni in cui versava nel momento in cui era stato necessario il ricovero in ospedale, dovuto ad una botta alla testa in seguito ad una caduta per via di uno svenimento. 

Lei continua a proclamarsi innocente - aggiunge il penalista - ed aspetta gli esiti di tutti gli esami e degli accertamenti che ancora mancano. Da questo punto di vista è serena, tranquilla“.

Intanto, nella mattinata di mercoledì, alle 10.30, si terrà nella questura di Ragusa, l’incidente probatorio voluto e deciso dal gip Claudio Maggioni, durante il quale verranno visionati nuovamente i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza a Santa Croce Camerina.

All’incidente probatorio saranno presenti un magistrato della procura della Repubblica, i legali della Panarello e quelli della parte offesa; non sarà presente invece Veronica, per la quale non è stata richiesta l’apparizione.

Sarà anche nominato un perito che eseguirà le copie che entreranno a far parte dell’eventuale processo.

Facciano tutto quello che vogliono - ha ribadito Veronica Panarello al suo difensore - tanto io so di essere innocente. Anzi, voglio che si scopra chi ha ucciso il mio Loris“.

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Giuseppe Correnti



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2 pensieri su “Veronica Panarello dal carcere: “Facciano tutto quello che vogliono”

  1. alberto

    Mi chiedo come mai non mai visto nessuno piangere la morte di quel povero bambino urlando l’innocenza della madre. Il caso Loris Stival è un po’ come quella foto che alcuni ci vedono una vecchia befana e altri ci vedono una bellissima ragazza. Se osservi la vicenda in un modo vedi una madre feroce assassina, se cambi angolazione vedi invece una mamma innocente vittima della magistratura. Dipende da che cosa ti colpisce di più. Se ti concentri sulla madre che poverina è dimagrita e la questione dei diritti umani non ti fa dormire la notte, l’immagine che ti creerai sarà più da innocentista se invece ti ha sconvolto il bambino di otto anni barbaramente strangolato da una mamma che ha un passato da psicopatica su cui vertono una marea di indizi di colpevolezza penderai di più dalla parte del colpevolismo.
    A voi la scelta, ma due pensierini per il bambino scriveteli comunque.

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