Inchiesta

La verità sulla morte di Emanuele Scieri, forse ci siamo

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8 nov 2015 - 16:18

SIRACUSA - Sarà pure una “legge di iniziativa parlamentare”, ragione per cui “il governo non ha voce” su di essa, come spiega tecnicamente la prima firmataria di una delle due proposte di legge (poi accorpate) che hanno portato tre giorni fa all’istituzione della commissione d’inchiesta sulla morte di Lele Scieri, Sofia Amoddio, ma l’avallo arrivato oggi dal governo è significativo. Per voce del coordinatore della comunicazione del ministero della Difesa, “il ministero assicura la massima collaborazione alla commissione parlamentare”.

E a guardar bene si tratta di intenti più che formali: “La signora Scieri – proseguono le fonti ministeriali riferite alla mamma del parà morto all’interno della caserma Gamerra di Pisa nel 1999 - ha avuto modo di constatare recentemente la disponibilità massima alla trasparenza e alla ricerca della verità”. Incontri e contatti telefonici si sono susseguiti a comprovare questa disponibilità.

Insomma, il dato è che dopo 16 anni da quell’evento senza giustizia, i fatti oggi si sono messi nella direzione della ricerca della verità. L’antefatto oramai è noto: mercoledì sera, 4 novembre (festa delle Forze armate), con una coincidenza temporale che a tutti è sembrata un segno, il Parlamento ha votato “Sì” all’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla morte di Lele Scieri. Ora la palla passa al presidente della Camera che nominerà i venti deputati (in rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi) che comporranno la Commissione che avrà il compito di stabilire la dinamica dei fatti e raccogliere gli elementi utili alla identificazione dei responsabili. Per suo statuto procederà alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

Si cercherà, dunque, di fare luce sulla morte del ragazzo siracusano che nell’agosto del 1999, a 26 anni, perse la vita all’interno della caserma Gamerra dei parà di Pisa. Fu ritrovato dopo tre giorni di agonia sotto la torretta-asciugatoio per i paracaduti. Dietro a quella fine, il sospetto di un atto di nonnismo finito tragicamente. Dall’inchiesta che ne seguì i magistrati non riuscirono a risalire ai responsabili: nessuno è mai finito sotto processo per quell’assassinio.

Nel maggio del 2014 i deputati siracusani, Sofia Amoddio e Pippo Zappulla, presentano due proposte di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta che riapra la vicenda. La svolta arriva un anno dopo con la calendarizzazione delle richieste in commissione Difesa. Da lì giungono una serie di pareri positivi che portano al voto alla Camera di mercoledì sera. Nel frattempo il governo si mostra sensibile alla riapertura del caso. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, un anno fa incontra personalmente a Roma la mamma di Lele Scieri, Isabella Guarino. Nei giorni scorsi anche contatti telefonici di cordialità e disponibilità.

Massimiliano Torneo

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Redazione NewSicilia



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