Ricordo

Ventidue anni fa ucciso il giornalista Beppe Alfano. La figlia Sonia: “Evitiamo sterili pensieri”

Beppe Alfano
8 gen 2015 - 12:13

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Sono passati 22 anni dall’omicidio di Beppe Alfano, il coraggioso giornalista ucciso dalla mafia, e il ricordo del suo impegno e del suo lavoro sono rimasti indelebili nella memoria e nella storia della Sicilia.

Duro lo sfogo della figlia Sonia pubblicato su Facebook: “Oggi dopo 22 anni, poco è cambiato per noi famigliari. Stesso dolore, stesso senso di vuoto, stessa rabbia e soprattutto stessa solitudine”.

“In questi anni - scrive Sonia Alfano – abbiamo visto di tutto alle commemorazioni in memoria di mio padre: tantissimi hanno fatto la loro passerella e non solo politici. Molti famigliari di vittime innocenti della mafia sono venuti solo per poter parlare dei loro morti e fare qualche intervista. spesso nei loro interventi non intervista. Spesso nei loro interventi non hanno mai menzionato l’unico nome che almeno quel giorno doveva essere pronunciato, quello di Beppe Alfano”.

“Oggi, visto e considerato che la mia famiglia ha voluto solo un ricordo in forma privata, vorrei che la coerenza albergasse nelle menti di coloro. – conclude la figlia del cronista -. Non è polemica, sto solo dicendo come la mia famiglia vive questa giornata. Fate a meno di sterili pensieri e della cattiveria che pensate sia rimasta nascosta tra i vostri pettegolezzi, e continuate ad ignorare la memoria di mio padre. A tutti coloro che oggi scrivono, giustamente, un pensiero sulla strage in Francia menzionando la libertà di stampa, vorrei ricordassero che proprio oggi ricorre il 22 esimo anniversario di un giornalista trucidato in Sicilia dalla mafia, e non solo, per aver fatto in totale isolamento il suo dovere, BEPPE ALFANO!”.

Rosario Crocetta ha ricordato oggi il giornalista assassinato l’8 gennaio del 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto, per il suo impegno contro la criminalità organizzata.

Per il presidente della Regione Sicilia ‘Alfano ha rappresentato l’informazione libera che non teme la mafia e i poteri forti, li racconta e li denuncia malgrado le defficoltà di vivere in territori difficili”.

La mafia ribadisce Crocetta ha ”sempre avuto paura della cultura e dell’informazione che rendono i cittadini consapevoli e questo lo riscontriamo ancora oggi. Sono tanti i cronisti minacciati per via delle loro inchieste, costretti in alcuni casi a vivere sotto scorta e, in un Paese normale, tutto questo non dovrebbe accadere”.

Nel ricordare Beppe Alfano il governatore siciliano rivolge il proprio pensiero a chi ha fatto e continua a fare del giornalismo un impegno professionale etico e civile, libero e coraggioso, a tutti i giovani che si affacciano a questo mestiere mossi da passione ed entusiasmo e che con il loro grande impegno quotidiano onorano la memoria di colleghi che non ci sono più e di cui “noi tutti siamo orgogliosi”, ha concluso.

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Redazione NewSicilia



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