Lutto

Vedova Failla: “Non voglio politici al funerale di Salvo. Volevo mio marito vivo, lo Stato ha fallito”

Salvatore Failla
7 mar 2016 - 10:02

SIRACUSA - “Non voglio politici al funerale di Salvo”. Così Rosalba Castro Failla, la vedova di uno dei due tecnici della Bonatti ucciso in Libia, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, che in merito al messaggio di cordoglio del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, commenta: “Mi spiace ma per me non ha valore, non mi tocca. Non volevo condoglianze, volevo mio marito vivo. Fino al giorno prima della notizia dell’attentato la Farnesina mi aveva rassicurato: ‘Presto tornerà a casa’. E invece tutto è finito con quelle parole al telefono da Roma: ‘Signora, c’e’ stata una disgrazia…”.

“Non dico che non mi sento italiana – aggiunge -, ma questo Stato ha fallito. Gli uomini delle istituzioni finora non hanno avuto il coraggio di chiamarmi (solo ieri e’ arrivata una telefonata del ministro degli Esteri Gentiloni, che ha chiamato anche il figlio di Fausto Piano, ndr). Forse perché non sanno cosa dirmi, forse perché non sono riusciti a liberare Salvo, forse perché non riescono neppure a rispondere alla richiesta di evitare che gli facciano un’inutile autopsia in Libia”.

Come ha vissuto gli otto mesi del rapimento? “Un’altalena di angoscia e speranza. Ho dormito poco e ho pregato tanto la Madonna dello scoglio, protettrice di San Domenico in Calabria, meta di una vacanza con mio marito. Siamo sempre stati molto devoti”.

Qual è stato l’ultimo contatto con suo marito? “Salvo mi mandò un messaggio su WhatsApp il 20 luglio, appena arrivato in Libia dopo essere stato in Sicilia: ‘Non sono ancora arrivato al cantiere, ti chiamo più tardi’, mi scrisse. Tante volte mi sono interrogata su quello strano spostamento, da Tripoli al campo base, fatto di sera e non di mattina presto come al solito. Io sono convinta che, in tutti questi mesi, mia marito sia rimasto a Sabrata. E lì era, ne sono certa, quando il 19 febbraio i droni americani hanno buttato le bombe. Domenica scorsa, per l’ultima volta ho sognato una telefonata di mio marito. Mi sono svegliata di soprassalto e l’ho chiamato, ai suoi numeri di sempre. La linea era muta. Ma quello è stato per me un triste presagio”.

Redazione NewSicilia



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