Medicina

Università rumena di Enna: la Procura sequestra i locali. IL VIDEO

Sequestro locali Umberto I
11 nov 2015 - 09:59

ENNA - Sono stati sequestrati i locali dell’ospedale “Umberto I” dalla procura della Repubblica di Enna, dove sono stati attivati corsi di lingua rumena e dove da dicembre sarebbero dovute partire le lezioni per medicina e professioni sanitarie in collegamento con l’ateneo della Romania.

Dal 12 Ottobre erano iniziati i corsi di lingua rumena nei locali dell’ospedale, finalizzati ad ottenere un attestato necessario per la frequenza delle facoltà di medicina e professioni sanitarie dell’università “Dunarea De Jos” di Galatj, accogliendo numerosi studenti che, dopo aver versato la prima rata di 2200 euro, hanno frequentato le lezioni nelle aule mai autorizzate dal Ministero dell’Istruzione.

La guardia di Finanza si è presentata, stamattina, all’Umberto I e ha sequestrato i locali “per impedire la continuazionespiegano le fiamme gialle -  di una occupazione di cui non si trova alcun presupposto legale”.

 

“A marzo 2014 il commissario straordinario pro-tempore dell’azienda sanitaria provinciale di Enna aveva siglato un protocollo con la Fondazione Proserpina e in virtù dello stesso accordo un anno fa l’Asp le ha consegnato 28 locali. Ma il protocollo non esiste agli atti dell’ente, che ora non trovasottolineano i finanzieri - neanche l’originale. Il nuovo direttore generale al momento del suo insediamento fece sgomberare i locali al quarto piano ma nulla fece per quelli al “piano 0″, che erano e sono rimasti occupati fino ad oggi dalla Fondazione Proserpina, che in realtà Fondazione non lo è mai stata non essendone stato riconosciuto giuridicamente lo status. Fondata nel 2011 con lo scopo di supportare l’università Kore di Enna, solo a fine settembre ha chiesto il riconoscimento quale Fondazione. Nel frattempo però aveva già siglato un protocollo con l’Asp nel 2014, una convenzione con la Regione siciliana nel 2015 e a metà settembre aveva deliberato la sua trasformazione in società commerciale, ora Fondo Proserpina srl”.

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Redazione NewSicilia



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