Recupero

Un’idea per il rilancio della Zona industriale di Catania

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17 nov 2015 - 17:25

CATANIA - Tutti conosciamo la drammatica situazione di abbandono della zona industriale di Catania e delle sue infrastrutture: tra allagamenti, infiltrazioni e cattiva manutenzione è necessaria una risposta rapida ed efficiente. La collaborazione tra enti pubblici e privati potrebbe essere la soluzione giusta per l’avvio di un progetto di recupero duraturo ed efficiente.

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È la proposta avanzata dal presidente della commissione comunale tributi, Salvatore Tomarchio, una risposta rivolta a quelle associazioni, ai comitati e ai residenti che, per tanto tempo, hanno lanciato appelli, fatto segnalazioni e richiesto incontri, aspettando inutilmente dalle istituzioni competenti una qualche risposta soddisfacente. Una sinergia utile per tutti, che avrebbe il solo risultato di rendere la zona industriale più sicura e funzionale in qualsiasi momento della giornata e con qualsiasi condizione atmosferica.

Istituzioni politiche e imprenditoria locale unirebbero le proprie forze con una programmazione di manutenzioni ordinarie e straordinarie da sviluppare nel breve, medio e lungo periodo, occupandosi insieme delle grandi incompiute o delle infrastrutture ancora da realizzare.

“In cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse”, scrive Tomarchio, “i titolari delle imprese della zona industriale si potrebbero assumere gli oneri per la pulizia dei canali per il deflusso delle acque piovane, della manutenzione straordinaria del manto stradale e dei marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica dalle discariche abusive e della pulizia ordinaria”.

Lo stallo amministrativo è durato fin troppo e la mancata intesa tra Palazzo degli Elefanti e l’Irsap rappresenta un grosso impedimento che ha il solo effetto di mettere in ginocchio il cuore industriale cittadino.

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“Ovviamente”, aggiunge Tomarchio, “si tratta di un accordo da studiare in ogni minimo dettaglio con tutti gli addetti ai lavori ma la cosa fondamentale è fare qualcosa di concreto per evitare che la zona industriale resti una grossa incompiuta ancora per tanti anni. Un progetto che non richiede iter burocratici lunghissimi e non prevede alcuna finanziaria o richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti ma solo denaro privato per un restyling rapido, radicale e soprattutto duraturo”.

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Clelia Mulà



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