Codacons

In Europa 3 miliardi di carne americana, “schiacciato il Made in Italy”

macellaio
8 mag 2016 - 17:55

CATANIA - Il Made in Italy messo in ginocchio anche nel settore “cavallo di battaglia”, l’agroalimentare, per l’arrivo in Europa di carne bovina americana dal valore di più di 3 miliardi di dollari.

A darne notizia è Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons che durante un incontro con i vertici regionali delle associazioni consumatori, ha sparato a zero sul Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, TTIP, che, secondo Tanasi, indebolirebbe notevolmente l’economia nostrana in favore dell’arricchimento di quella degli Stati Uniti. 

In sostanza il TTIP è un accordo commerciale stipulato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti che in questi anni ha suscitato non poche polemiche. L’obiettivo dichiarato dall’unico documento ufficiale al riguardo, pubblicato il 9 ottobre 2013 dall’UE, è quello di “aumentare gli scambi e gli investimenti tra l’UE e gli Stati Uniti realizzando un mercato veramente transatlantico”.

L’accordo dovrebbe agire, quindi, in tre principali direzioni: aprire una zona di libero scambio tra Europa e Stati Uniti, uniformare e semplificare le normative tra le due parti abbattendo le differenze non legate ai dazi e migliorare le normative stesse.

Nonostante queste bei presupposti, Tanasi non ci sta e dichiara: “Le multinazionali statunitensi rispondono a regole molto diverse e a limiti assai meno stringenti rispetto a quelli in vigore nel nostro paese. Le produzioni tipiche italiane subiranno un tracollo in tutta Europa, perché verranno sostituite da prodotti Made in Usa, a buon mercato ma con caratteristiche qualitative inferiori”.

Ma l’occhio del Codacons si sa è sempre verso i consumatori, così Tanasi ha concluso: “Ad essere a rischio è anche la salute dei consumatori, considerato l’uso di ormoni negli allevamenti Usa e di altre sostanze vietate in Italia. Il Ttip, quindi, produrrà un danno pari a miliardi di euro per il nostro paese, con ripercussioni enormi sul fronte dell’occupazione”.

Vittoria Marletta



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