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Truffa ai danni di 106 pazienti: falsi fisioterapisti in una struttura sanitaria. In manette medico e amministratore unico

carabinieri NAS repertorio
22 mag 2017 - 08:07

TRAPANI – I carabinieri del NAS di Palermo, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala sul conto del Centro medico di riabilitazione accreditato e contrattualizzato con l’A.S.P. di Trapani, ha dato esecuzione all’Ordinanza del G.I.P. di quel Tribunale di due misure cautelari personali di divieto di dimora ed altrettante misure cautelari del divieto di esercitare attività imprenditoriali e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per il periodo di un anno, nei confronti di R.C., amministratore unico dell’anzidetta società e di C.G., direttore sanitario del Centro medico.

Con lo stesso provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, che ha ravvisato la responsabilità del Centro medico per il reato commesso nel suo interesse, si è proceduto al sequestro preventivo diretto del profitto del reato di somme di denaro e beni patrimoniali del citato Centro sino alla concorrenza del valore della truffa, quantificata in circa Euro 440 mila euro.

Il G.I.P. ha quindi accolto le richieste della Procura della Repubblica di Marsala che ha ravvisato, a carico dei predetti, ha fatto emergere come, nel periodo preso in esame (2014-2015), talune prestazioni fisioterapiche eseguite dal Centro medico in regime di convenzione con il S.S.N., venissero rese arbitrariamente nei confronti di 106 pazienti affetti da gravi patologie neurologiche (tetraplegici, paraplegici, emiplegici, ecc.), presso i rispettivi domicili e non in regime ambulatoriale, peraltro da personale non qualificato, in quanto in possesso di diploma di massofisioterapista e non della prevista laurea di fisioterapista, in spregio alle esigenze terapeutiche e di salute degli stessi assistiti, al fine di trarne un costante, considerevole ed ingiusto guadagno.

Tale condotta ha rilevato scarsa qualità nelle prestazioni e “inappropriatezza” dell’assistenza medica di riabilitazione, nonché comportamenti opportunistici, messi in atto dalla stessa struttura sanitaria, per avere attestato ed indotto in errore la P.A. circa le prestazioni effettivamente rese.

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Redazione NewSicilia



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