Indagini

Truffa al centro migranti di Pozzallo, scattano sei denunce

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24 gen 2017 - 12:09

POZZALLO - Scattano sei denunce pesanti  per sei dipendenti di Pozzallo, che hanno gestito il C.P.S.A.  negli anni 2013-2014. Sono stati sono indagati per reati di truffa e frode nelle forniture pubbliche per un ammontare delle somme richieste di 650 mila euro. Essi avrebbero attestato il falso su una distribuzione di materiale mai avvenuta, giustificata da prospetti gonfiati. Tra i sei indagati: il direttore del centro accoglienza, il magazziniere, il contabile, il responsabile servizio amministrativo e alcuni coordinatori.

Queste somme di denaro sarebbero state usate per la manutenzione di impianti, riparazione automezzi, pagamento di spese per la protezione civile, per la fornitura e posa in opera di un motore e  di materiale vario, ristrutturazione di una palestra e di manutenzione ad impianti di illuminazione.

La Guardia di Finanza ha esaminato le fatture di acquisto e dei prospetti di rendicontazione delle spese comunicate alla Prefettura. I sei indagati sono accusati anche di aver omesso di fornire le quantità di beni e servizi ai migranti contrattualmente convenute.  A carico degli indagati, la Procura della Repubblica di Ragusa ha già inoltrato al Gip la richiesta di rinvio a giudizio per le ipotesi di reato di concorso in truffa e frode nelle pubbliche forniture, il tutto in danno del Ministero dell’Interno e dell’ufficio territoriale del Governo di Ragusa.

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Redazione NewSicilia



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