Lavoro

Troppi “furbetti” siciliani: i casi di assenteismo più eclatanti

Assenteismo timbrare cartellino
12 feb 2016 - 13:53

CATANIA – Assenteismo? Cartellini timbrati per conto di altre persone? Il caso di Acireale è forse il più grande, ma non il primo. In Sicilia, infatti, negli ultimi due anni si possono contare almeno altri tre episodi di ugual spessore.

Il primo risale al 31 luglio 2014, quando una decina di dipendenti comunali sono stati raggiunti da una lettera di notifica. A far nascere le indagini è stata una lettera anonima spedita nel 2012, che, in piena campagna elettorale ad Agrigento, accusava alcuni impiegati di assentarsi dal posto di lavoro senza un reale motivo. Assenteismo verificato dalle indagini, che hanno riscontrato l’effettivo allontanamento dei dipendenti dal posto di lavoro per un tempo variabile da 10 a 40 minuti.

Altro grave scandalo, poi, è venuto alla luce il 2 aprile del 2015. In questa occasione, nell’occhio del ciclone sono finiti 22 lavoratori dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa. Ben 1500 scatti fotografici e 600 ore di riprese video hanno documentato come diversi dipendenti si allontanassero arbitrariamente dal posto di lavoro e come si mettessero d’accordo per incaricare chi dovesse timbrare i cartellini degli altri colleghi.

E ancora, le pagine di cronaca si riempiono nuovamente lo scorso 26 novembre: 7 persone fermate, una delle quali posta ai domiciliari, tutti dipendenti della ex azienda dedita alla raccolta dei rifiuti urbani di Monreale, la Alto Belice Ambiente S.p.A. – ATO PA2. I dipendenti si assentavano da lavoro o ricoprivano meno ore di servizio senza una giusta motivazione, specialmente durante i turni notturni e nei giorni festivi.

Il più recente risale al 26 gennaio 2016: a Pachino 7 dipendenti comunali su 12 andavano a caccia dopo aver timbrato il cartellino di ingresso. A incastrarli sono state 439 ore di videoregistrazione.  

Andrea Lo Giudice



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