Indignazione

Il tribunale di Catania taglia le udienze a causa di “indecenti carenze”

preso da: www.cataniatoday.it
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30 set 2015 - 11:48

CATANIA - Il presidente del tribunale di Catania, Bruno Di Marco, annuncia gravi misure determinate dalla disastrosa carenza di locali che da anni affligge l’ufficio giudiziario.

Le aule di udienza all’interno del palazzo di giustizia di piazza “Giovanni Verga”, vecchie e ormai poco adatte alle attività giudiziarie, sono insufficienti in proporzione ai carichi di lavoro poiché mancano anche apposite aule per la celebrazione delle udienze civili.

“In tale proposito - spiega Di Marco - non sarà più possibile assicurare un complessivo volume di udienze civili corrispondente al numero dei giudici in servizio, senza considerare che difettano spazi per ospitare i dodici giudici e il personale amministrativo prima addetti alle sezioni distaccate. Sarà infatti indispensabile ridurre il numero di udienze civili per ogni singolo giudice, in modo da consentire ai magistrati in servizio in tale settore di avvicendarsi negli angusti locali disponibili. Sono consapevole e mi rammarico per le gravi conseguenze che un tale provvedimento determinerà, si tratta di una misura inevitabile al fine di prevenire una vera e propria paralisi del servizio”.

Nel frattempo, per fronteggiare la situazione sono stati utilizzati i locali esterni al palazzo, ovvero l’ex pretura di via Crispi ed alcuni appartamenti in un edificio di civile abitazione a circa 10 minuti a piedi dagli altri edifici giudiziari.

La situazione ha subito un ulteriore aggravamento dal 13 Settembre 2013, data di chiusura delle sette sezioni distaccate del tribunale di Catania: Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Giarre, Mascalucia e Paternò, in seguito ai provvedimenti di revisione nazionale della geografia giudiziaria.

Dagli uffici soppressi è pervenuto al tribunale etneo un carico di circa 14.000 processi civili e 4.500 processi penali, per i quali non sono disponibili neppure alloggiamenti adeguati.

“Il fattore strutturale dell’edilizia giudiziaria – conclude Di Marco – è un problema non ancora risolto giacché le accresciute esigenze logistiche del tribunale connesse all’accorpamento delle sezioni distaccate, la gran parte di notevoli dimensioni, oltre a rimodulare le dimensioni del tribunale, reclamano la necessità di individuare nuovi spazi e nuovi locali da destinare al personale di magistratura ed amministrativo, prima operante nelle sezioni distaccate da adibire all’espletamento dell’accresciuto volume dell’attività giudiziaria”.

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Redazione NewSicilia



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