Disservizio

Tremestieri, acqua gialla dai rubinetti

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25 ott 2014 - 17:29

TREMESTIERI ETNEO“Acqua gialla – arancione dai rubinetti”. Sembra il titolo di un romanzo thriller, ma è la pura realtà quella che si sta vivendo da più di sei mesi nel territorio di Tremestieri Etneo; e la causa pare siano una serie di lavori nei pozzi da dove viene tirato su il prezioso liquido per poi essere distribuito nelle abitazioni dei cittadini.

Il comune della fascia pedemontana etnea, già da qualche mese pubblica nei pannelli luminosi un avviso importante: “Divieto temporaneo dell’uso di acqua potabile distribuita dall’Acoset”. Ma in molti iniziano a chiedersi se il disagio sia veramente temporaneo?

A questo punto forse sarebbe meglio dire che si tratta di un disservizio duraturo nel tempo, visto che proprio di tempi non si parla affatto e non si sa quanto ancora si dovrà aspettare per usufruire di acqua potabile.

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Intanto l’Acoset, l’azienda di gestione idrica dei comuni etnei, distribuisce regolarmente le bollette di pagamento del servizio idrico e per giunta con la scritta “Per consumo di acqua potabile”.

Già nello scorso mese di luglio, quando già da un po’ di tempo si erano verificati frequenti episodi di otturazione dei filtri nei rubinetti delle abitazioni e il deposito di consistenti cumuli di terriccio e fango nero nei recipienti di raccolta delle abitazioni private, qualche cittadino più scrupoloso di altri ha pensato di fare analizzare un campione di acqua e ci si è resi conto che il contenuto del ferro era superiore in modo spropositato rispetto ai valori consentiti per l’uso potabile.

Chiaramente l’acqua gialla dei rubinetti ha fatto spaventare i cittadini, i quali preoccupati della gravità della situazione si servono tutt’ora dell’acqua imbottigliata anche per cucinare, mentre, come detto, le bollette da parte dell’Acoset, arrivano puntualmente e il Comune di rimando continua ad emettere avvisi di divieto temporaneo dell’uso potabile di acqua fornita dall’Acoset.

La situazione paradossale che affligge migliaia di famiglie, porta a lunghe riflessioni e seri dubbi: “E se si trattasse di condutture idriche oramai arrivate all’osso e che devono essere rifatte ex novo, l’Acoset dove andrà a prendere i soldi?”.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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