Investigazione

Tratta esseri umani, dubbi su identità boss. Oggi l’interrogatorio

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10 giu 2016 - 08:57

PALERMO - Interrogatorio di garanzia stamane alle 9.30, nel carcere romano di Rebibbia, dell’uomo estradato in Italia con l’accusa di essere un boss del traffico di essere umani.

Presenti il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi – che ha deciso di esserci dopo gli ultimi sviluppi – l’aggiunto Maurizio Scalia e il sostituto Claudio Camilleri. Primo obiettivo chiarire i dubbi sull’identità sollevati da Bbc e altri media stranieri sulla scorta delle dichiarazioni di familiari e conoscenti, in base quali ci si troverebbe davanti a uno scambio di persona: l’eritreo non sarebbe Mered Medhane Yehdego, ma Mered Tesfamarian, quasi omonimo del ricercato.

Proprio la famiglia di Tesfamarian che vive in Svezia e ha parlato di errore, ha nominato difensori Ivan Vaccari e sostituto processuale Michele Calantropo, oggi presenti all’esame del Gip. Gli elementi a carico di Yehdego sono soprattutto intercettazioni telefoniche: sui nastri è impressa la sua voce.

Una delle prime richieste potrebbe essere una perizia fonica per incrociare le due voci, quella intercettata e quella della persona consegnata dalle autorità sudanesi ai funzionari italiani. Si e’ parlato anche di questo ieri mattina nel corso del vertice in Procura di Palermo tra i magistrati e i funzionari di Polizia, nel corso del quale sono stati rivisti atti e procedure: il soggetto consegnato non avrebbe avuto documenti di riconoscimento.

Ieri il procuratore Lo Voi aveva definito la vicenda “singolare” e annunciato “accertamenti”, sottolineando ancora una volta che “la segnalazione del ricercato e il suo arresto, la consegna e l’estradizione ci sono stati comunicati in via ufficiale dal National Crime Agency inglese e dalle autorità sudanesi tramite l’Interpol”.

Andrea Lo Giudice



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