Favoreggiamento
 

Catania: arrestati sei scafisti per lo sbarco di 841 migranti

23 lug 2016 - 11:35

CATANIA - La Polizia  di Stato e la Guardia di Finanza di Catania, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, hanno fermato 6 cittadini extracomunitari, indagati per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I sei fermati erano giunti ieri, 21 Luglio, nel porto di Catania a bordo della nave della Marina Militare spagnola  “ESPS REINA SOFIA” insieme a 841 migranti di diverse nazionalità e alla salma di una donna deceduta durante la traversata. I migranti, provenienti dalle coste libiche, sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia.

Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, con la collaborazione della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, hanno posto sotto arresto gli scafisti Mohamad Al Lajma, Ali, Almerabit, Khalifa Abdelrahman, Jatta Bakarys, Babakari Diop,  e D.D., minorenne.

Jatta Bakarys, Mohamad Allajma e Dyibril Dasylva sono rei di essere i componenti dell’equipaggio di un natante in legno sul quale viaggiavano i migranti soccorsi lo scorso 19 luglio dalla nave “HMS Enterprise” della Marina Militare inglese e condotti poi sulla nave della Marina Militare spagnola “Reina Sofia”. 

Babakar Diop sarebbe, invece, il conducente di un gommone di circa 12 metri trainato in acque internazionali da un natante il cui equipaggio era formato da Khalifa Abderlrahman e Ali Almerabit.  

I migranti, soccorsi in acque internazionali, hanno dichiarato agli inquirenti di essere giunti in Libia dai Paesi di origine per essere condotti in connection house ubicate nella zona di Tripoli, sorvegliati da trafficanti armati e di essere stati poi condotti sulle vicine spiagge da dove sono partiti a bordo di diversi gommoni.

cinque fermati maggiorenni sono stati condotti nel carcere di Piazza Lanza, mentre il fermato minorenne è stato affidato all’IPM di via Franchetti e resta a disposizione delle autorità giudiziarie.

 

Aurora Circià