Malasanità

Trapani, neonato ha le convulsioni ma non ci sono medici per visitarlo

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11 ago 2015 - 18:25

TRAPANI - Avevamo già trattato il problema dei disservizi nella sanità durante il periodo di agosto con il dott. Antonino Rizzo, medico di famiglia e consigliere dell’Ordine dei Medici di Catania. Arriva da Trapani la storia scioccante di un padre che giunto in ospedale con il figlioletto di 60 giorni in braccio, in preda alla convulsioni, si è sentito rispondere che non si sarebbe potuto fare l’encefalogramma prima di 2 o 3 giorni.

Incredulo l’uomo, l’ avv. Danilo Frattaglie, presidente provinciale del Codacons di Trapani, ha chiesto il motivo di quest’attesa inutile che avrebbe potuto avere pesantissime ripercussioni sulla salute del piccolo se non addirittura letali. Ecco l’amara sorpresa: tutti i medici competenti a leggere il tracciato sono in ferie!! Non c’è nessun esperto di neuropsichiatria infantile in tutta la provincia di Trapani, compreso il dirigente del servizio, che non è di turno. L’avv. Frattaglie sbigottito dalla situazione ha contattato i Carabinieri e Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, chiedendo l’immediato intervento del ministro Lorenzin e dell’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi, invocando ispezioni in tutti i reparti.

Il dirigente dell’Ufficio legale regionale del Codacons, avv. Carmelo Sardella, che sta seguendo diversi spinosi casi di malasanità, annuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani e chiede la verifica della regolarità dei turni di ferie in tutti gli ospedali siciliani. Il diritto alla salute dei siciliani - afferma l’avv. Sardellanon può andare in ferie.

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Viviana Mannoia



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Un pensiero su “Trapani, neonato ha le convulsioni ma non ci sono medici per visitarlo

  1. Aldo Manca

    Non entro nel merito della questione perché non ne conosco i motivi. Ma che dire del ormai cronico leso diritto alla salute dei sanitari e parasanitari per turni massacranti? E che dire delle vergognose carenze d’organico che espongono gli operatori della sanità ad operare in condizioni a dir poco precarie con incremento del rischio clinico?

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