Cordoglio

Tragedia via D’Angiò: chi era Elio Carace? Il racconto di uno dei coinquilini: “Ancora non ci credo”

elio
4 set 2017 - 15:18

CATANIA - Sono ancora sconvolti i familiari, gli amici e i coinquilini di Elio Carace, lo studente di 26 anni rinvenuto privo di vita nell’appartamento in cui viveva, insieme ad altri tre ragazzi, in via Eleonora D’Angiò 46, a Catania

Erano circa le 22 di ieri sera quando uno dei coinquilini, avvertito dai familiari di Elio che non avevano più sue notizie dallo scorso venerdì, ha fatto rientro nell’appartamento al primo piano della Palazzina E, venendo investito da un forte odore nauseabondo. Ha posato le chiavi con cui era entrato e si è subito diretto nella stanza di Elio. È stato proprio lì che, il ragazzo, ha fatto la macabra scoperta. 

Le cause del decesso sono ancora sconosciute e si attende l’autopsia, che verrà effettuata all’ospedale Vittorio Emanuele – dove adesso si trova il corpo del giovane -, a spiegare quanto accaduto venerdì scorso. La morte di Elio, infatti, risale proprio all’1 settembre, giorno in cui – come scritto sopra – i suoi genitori non lo avevano più sentito. Da quel giorno sono trascorse 48 ore: questo il motivo del forte odore nauseabondo all’interno dell’appartamento. Il corpo di Elio era in stato di decomposizione. 

Sul profilo social del 26enne si leggono i primi commenti di cordoglio. Tanti gli amici sconvolti per quanto accaduto a quella “persona meravigliosa”. Lo descrive così Giuliana: “Ciao Elio, quanti ricordi hai lasciato nel mio cuore. Sei stato e rimarrai una persona meravigliosa, non ti dimenticherò mai. Sono rimasta sconvolta dalla notizia e non ci volevo credere fino all’ultimo. R.I.P. amico”.

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Il suo ultimo post su Facebook riporta la data 31 agosto… Elio si trovava a Taormina, in un ristorante, “mangiando pizza”, scriveva lo studente. A seguire una foto di un panorama mozzafiato. Alcune ore dopo, la tragedia. 

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Cos’è accaduto ad Elio quel venerdì? Questa una delle domande che in molti si pongono. Come Ferdinando, uno dei coinquilini con cui Elio condivideva l’appartamento che, tra un sospiro, una pausa e una lacrima, ci racconta: “Mi trovavo in pub a Vittoria, nelle mie zone, a Ragusa, quando uno dei miei coinquilini con cui condividevamo l’appartamento con Elio, in via Eleonora D’Angiò, mi ha chiamato. Lui è lo stesso che lo ha ritrovato senza vita e che ancora sotto shock è riuscito ad impugnare il cellulare ed avvertirmi. Sono dovuto uscire fuori dal pub dove mi trovavo perché non riuscivo a capire bene. Ci sono voluti alcuni minuti per rendermi conto e metabolizzare quello che mi stava dicendo”.

“Io sono di Ragusa - continua Ferdinando -, dividevo quell’appartamento con Elio da un anno. Andavamo d’accordo, eravamo quattro maschi ad occupare quella casa al primo piano della Palazzina E. Scherzavamo, parlavamo tanto e di tutto: dai motori alle donne alle esperienze. Era un ragazzo tranquillo, un po’ introverso ma sempre con il sorriso sulle labbra. Lui studiava ingegneria, io studio al conservatorio. Era luglio quando ci siamo salutati e io sono partito per le vacanze estive tornando a Vittoria. Non immaginavo che quella fosse stata l’ultima volta che lo avrei abbracciato, visto, sentito”.

“I primi di agosto gli avevo inviato un messaggio perché mi trovavo a Linguaglossa per lavoro. Gli chiesi se potevamo vederci ma lui mi disse che era a Catania. Non era fidanzato, non beveva, non fumava. Non riesco ancora a credere a quello che è accaduto. Coinquilino, riposa in pace”.

Sotto shock anche l’intera comunità di Linguaglossa, dove era originario Elio. Tutti parlano di quel ragazzo, figlio di una professoressa molto conosciuta, che ha lasciato questa terra troppo presto. 

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Redazione NewSicilia



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