Supposizioni

Tragedia via Crispi: dietro il crollo potrebbe esserci la mano di un 60enne psichicamente instabile

Vigili del fuoco 9 in azione al crollo di via Archimede a Catania
28 feb 2017 - 10:52

CATANIA - Si tinge di giallo il crollo della palazzina di tre piani al numero 111 di via Francesco Crispi che ha causato la morte di Agata Strano, 85 anni, e 4 feriti, tra cui la piccola Malika di 10 mesi, ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Garibaldi Nesima.

Già ieri il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, aveva avanzato l’ipotesi che la tragedia potesse essere di origine non causale, ma voluta.

Sono ancora molti i lati oscuri di questa vicenda. Resta sconosciuta anche l’origine dell’esplosione: le prime ipotesi avanzate puntavano il dito contro lo scoppio di una bambola di gas, ma gli inquirenti al momento non sono in grado di stabilirlo con certezza.

L’unico dato sicuro è che la deflagrazione è avvenuta nell’appartamento al secondo piano di un uomo di 60 anni. Alcuni testimoni avrebbero dichiarato di aver sentito, poco prima dell’esplosione, una forte puzza di gas provenire proprio dalla casa dell’uomo. 

Un uomo che, come dichiarato da una ex vicina sulle colonne del quotidiano La Sicilia in una lunga intervista, non sarebbe psichicamente stabile.

La donna specifica che le informazioni in suo possesso sull’uomo, di cui ancora non si conoscono le generalità, risalgono a oltre 20 anni fa.

Il 60enne in passato sarebbe stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e sarebbe stato in cura nell‘Istituto di igiene mentale di Corso Italia.

La donna, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha dichiarato di esser stata costretta a vendere l’appartamento in cui viveva con marito e figli in seguito ad alcuni episodi messi in atto dal 60enne e dal fratello, che hanno reso la loro permanenza nello stabile impossibile.

Un vero e proprio stato di terrore, quello nel quale la donna e la sua famiglia erano costretti a vivere: scritte ingiuriose contro di loro e tracce di pipì sullo zerbino sono solo alcuni degli episodi citati dalla donna.

I due fratelli, secondo quanto dichiarato dalla donna, erano soliti anche staccare e attaccare la luce del suo appartamento direttamente dal contatore. In una particolare circostanza i due fratelli fracassarono le cassette della posta con una sbarra e si accanirono contro la porta della casa della donna che li denunciò: i due fratelli furono condannati per rissa a pagare le spese legali.

Particolari che gettano nuove inquietanti ombre su quanto avvenuto domenica notte e che potrebbero indirizzare le indagini degli inquirenti.

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Redazione NewSicilia



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