Indagini

Tragedia Sansovino: scattano cinque avvisi di garanzia, coinvolti comandante e società

siremar
2 dic 2016 - 08:10

MESSINA - Si fa sempre più calda l’atmosfera dopo il tragico incidente avvenuto nel porto di Messina, precisamente nella cisterna della nave Sansovino della Siremar in cui hanno perso la vita tre operai.

Ieri sera, la procura di Messina ha fatto scattare cinque avvisi di garanzia, in vista dell’autopsia, ma anche di una ricostruzione di quanto accaduto, due “accertamenti tecnici non ripetibili”, a cui potranno partecipare dei consulenti nominati dagli indagati.

Si è fatto sempre più grande, infatti, il sospetto di omicidio colposo da parte del pm Giovannella Scaminaci e del suo pool che ha ascoltato la ricostruzione dei testimoni e la versione dei responsabili della sicurezza.

Nello specifico, gli ufficiali della Guardia Costiera hanno notificato avvisi di garanzia a: Salvatore Virzì, il comandante del Sansovino, che è ancora ricoverato al policlinico di Messina; a Fortunato De Falco, un altro ufficiale del traghetto; avviso di garanzia per Luigi Genchi, amministratore delegato di Caronte & tourist, la società che ha rilevato il Sansovino e tutta la flotta della Siremar, e per Giosué Agrillo, titolare di una società napoletana che si occupa di lavori di manutenzione sulle navi, che ha operato anche all’interno del Sansovino.

 Secondo le prime indiscrezioni, l’esame autoptico sui tre operai morti sarà eseguito entro oggi. I risultati dovrebbero confermare che la morte dei tre operai è stata causata dalla presenza nella cisterna di idrogeno solforato, come già segnalato dai rilevatori dei vigili del fuoco. Si tratta di un vero e proprio gas killer, inodore e difficile da rilevare quando intossica i polmoni delle vittime. Per portare a termine le analisi, infatti, potrebbe essere necessario il parere di un altro esperto tossicologo e il supporto di un laboratorio specializzatoSi indaga, quindi, sulla dinamica del fatto e sulle condizioni di sicurezza a cui erano sottoposti i lavoratori.

Si indaga, quindi, sia sulla dinamica della vicenda, sia sulle condizioni di scarsa sicurezza in cui lavoravano gli operai.

 

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA