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La tragedia di Mascalucia tra lacrime e “perché”, il parere dell’addestratore. IL VIDEO

Walter Conforti
19 ago 2016 - 06:02

MASCALUCIA - La vita del piccolo Giorgio è stata spezzata in un tranquillo pomeriggio estivo, “dilaniata” con ferocia dal cane di famiglia che fino ad allora, pare non avesse mai mostrato segni di aggressività.

Allora cosa è accaduto? Cosa è scattato nella mente dell’animale? Cosa lo ha costretto ad accanirsi contro quel piccolo corpicino, strappato dalle mani di sua madre?

Le risposte – se mai ve ne fossero e riuscissero a spiegare il “perché” di tutto ciò – non basteranno mai a sopire i singhiozzi e le lacrime di una famiglia che ha perso il proprio bambino nel modo più cruento e brutale possibile.

Noi queste domande ce le siamo fatte e le abbiamo portate all’attenzione di Walter Conforti, allevatore, educatore e addestratore cinofilo dalla ultraventennale esperienza.

Walter ci spiega che andare alla ricerca di una possibile causa scatenante e di per sé molto difficile dal momento che il comportamento di un cane – di qualsiasi razza esso sia – è determinato da un’infinita serie di fattori “genetici” e “ambientali” che non consentono di dare risposte risolutrici.

Ciò che è certo è che la scelta di prendere un cane è una scelta di grande responsabilità, specie se inserita in un contesto familiare. La necessità di educare un cane perché possa capire il proprio ruolo all’interno del menage domestico richiede un impegno da parte del padrone che molti continuano a trascurare. L’educazione del cane riflette molto spesso l’educazione del suo padrone ed è per questo che anche le istituzioni dovrebbero giocare un ruolo chiave nel processo di sensibilizzazione ad “adozioni” responsabili e consapevoli.

Marco Bua



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