Arresti

Traffico di rame e rifiuti: lavoravano fra la Sicilia, la Campania e la Lombardia

polfer
30 gen 2015 - 09:12

PALERMO – Il loro business si basava sul rame e i rifiuti, soprattutto metallici. Lavoravano lungo lo stivale ma le cellule principali si trovavano in Lombardia, Campania e Sicilia.

Lunghe e articolate indagini, iniziate nel 2010 dopo un controllo compiuto sulla società Fondi-Metal, hanno portato all’emissione di nove misure cautelari personali e al sequestro preventivo della società Fondi-Metal.

Gli arrestati sono: Baldassare Marino di 63 anni amministratore unico della società Fondi-Metal srl; Francesco Paolo Marino di 34 anni dipendente dell’impresa Fondi-Metal srl; Vincenzo Martinezdi di 46 anni ragioniere della Fondi-Metal srl; Luigi Morici di 44 anni dipendente della Fondi-Metal srl; Vincenzo Marino di 60 anni socio e dipendente della Fondi-Metal srl; Domenico Mario Contrò di 60 anni dipendente della stessa società; Luigi Di Lorenzo di 60 anni procuratore della Metal Group srl di Napoli; Antonio Vivacqua di 34 anni amministratore unico della F.V. Metalli srl di Milano; Francesco Alfarano di 49 anni amministratore unico della Faro srl e della Almet srl di Marcianise.

Personale del compartimento di Polizia Ferroviaria per la Sicilia e il corpo di Polizia Provinciale di Palermo, in collaborazione con i compartimenti di Polizia Ferroviaria per la Campania e la Lombardia, hanno eseguito nove arresti, questa mattina all’alba.

Le indagini sono state condotte dai sostituti procuratori di Palermo, Calogero Ferrara e Claudia Bevilacqua su coordinamento del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e hanno smascherato un giro illecito di rifiuti speciali.

Dalle verifiche è emerso che agivano senza alcuna autorizzazione. Eludendo i controlli sulla tracciabilità dei rifiuti provenienti dai micro raccoglitori ambulanti, con la complicità dei dipendenti  e con l’appoggio di società di comodo, si movimentava regolarmente un quantitativo enorme di rifiuti.

Un artificio messo in atto per celare la gestione illecita di rifiuti acquistati e poi rivenduti. Così aveva preso vita un traffico illecito che faceva entrare nelle casse dell’organizzazione oltre un milione e mezzo di euro.

 

 

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Redazione NewSicilia



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