Malavita

Titoli di credito smarriti e rapporti con falso grossista cinese: 5 arresti a Palermo

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28 gen 2015 - 08:57

PALERMO – Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Bagheria e della sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura di Palermo, con l’accusa di essere partecipi di una truffa che ha comportato, tra l’altro, l’uso di titoli di credito provenienti da un lotto di 5.000 assegni smarriti subito dopo la stampa, e il ricorso a un falso grossista cinese di orologi.

Si tratta di un raggiro molto articolato, ricostruito grazie a una complessa indagine durata tre anni e coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca. Ricettazione di assegni, truffa e falso, tramite la negoziazione di assegni di provenienza illecita sono i reati contestati a vario titolo dal Gip negli ordini di custodia cautelare, uno dei quali ha raggiunto una persona agli arresti domiciliari e gli altri quattro soggetti già in carcere.

Gli arrestati sono Paolino Cavallaro, Domenico Siciliano, Attilio Di Stefano, Salvatore Storniolo e Antonino Ribaudo.

Le indagini, in sostanza sono partite nel 2012 dalla contraffazione di un contratto preliminare relativo alla vendita di una villetta di Altavilla Milicia a una persona ormai deceduta, dietro il falso pagamento con assegni del Banco di Sicilia provenienti da una partita di 5.000 titoli, dei quali l’istituto aveva denunciato lo smarrimento il 27 ottobre del 2005 a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa.

I titoli, secondo i carabinieri tutti o quasi nella disponibilità di Ribaudo, sono stati messi in circolazione negli anni, dando luogo a centinaia di procedimenti penali per ricettazione e truffe. Gli investigatori hanno riscontrato che tornavano spesso gli stessi nomi nelle girate o nelle intestazioni degli assegni.

Gli indagati usavano veicoli di pregio, fra cui una Mercedes S 320, e vestivano alternativamente i panni dell’uomo facoltoso e dell’autista, per acquistare lussuosi abiti griffati o consumare pranzi presso ristoranti esclusivi e pagare con effetti bancari privi di alcun valore.

Cavallaro e Siciliano avrebbero invece acquistato in più occasioni, presso una galleria d’arte palermitana, circa 75 quadri di pittori siciliani, alcuni di rilevanza nazionale, consegnando in pagamento assegni fasulli per un valore complessivo di circa 100.000 euro.

Gran parte dei dipinti, tra i quali una litografia di Renato Guttuso, sono stati recuperati nel corso delle indagini e restituiti al gallerista avente diritto.

Altro settore in cui agivano i truffatori è quello della compravendita di orologi di valore, come ad esempio un Rolex Daytona in oro rosa, completo di scatola per simularne l’autenticità.

È in quest’ambito che è emerso l’episodio che ha coinvolto Siciliano, il quale per accreditarsi come importante commerciante di orologi, si accorda con un complice che dovrà fingersi, in un successivo contatto telefonico che avverrà alla presenza della vittima di turno, un fornitore cinese incaricato di consegnarli i cronografi.

Sono stati sequestrati file relativi a timbri postali contraffatti con cui realizzare false attestazioni di pagamento delle bollette di utenze domestiche che venivano anche offerte al pubblico, e falsi contratti per l’attivazione di servizi telefonici o pay tv.

L’ammontare complessivo delle truffe è stato calcolato in circa 350.000 euro, in parte riciclati con operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza illecita delle somme.

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Redazione NewSicilia



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