Corruzione

“Io ti fornisco le macchine e tu le sentenze favorevoli”. Il baratto che ha incastrato Virlinzi

Giuseppe Virlinzi
9 feb 2016 - 11:41

CATANIA - I marchi Ford e Citroen sono nelle sue mani a Catania. Da oltre 50 anni con la sua concessionaria è presente sul territorio e in città, tutti conoscono Giuseppe Virlinzi, il proprietario Virauto.

Ma da ieri il suo nome è sulla bocca della gente non per le macchine bensì per le manette che sono scattate ai suoi polsi con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.

Giuseppe Virlinzi, imprenditore di 77 anni, è nato a Enna. È lui il fratello del Cavaliere del lavoro Ennio. La loro passione per le auto li ha portati a costruire un vero e proprio impero a Catania e in provincia, riuscendo a diventare un punto di riferimento per l’acquisto di veicoli in città e fidelizzando una vasta clientela.

Ma fra i suoi clienti prediletti c’era anche il giudice Impallomeni. In cambio di sentenze favorevoli, infatti, Giuseppe Virlinzi gli forniva gratuitamente macchine e assistenza.

Un sistema di corruzione ben collaudato e che ha consentito proprio a Virlinzi la “protezione” con l’annullamento di accertamenti fiscali imponenti e la dilazionati di alcune cartelle esattoriali legate alla società. È così che ha risparmiato fior di quattrini finendo, però, dietro le sbarre.

Lui, amministratore unico della Virauto Spa, era anche presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Vir Immobiliare Spa, caposaldo di famiglia.

Ma non solo… imprenditore molto affermato sul territorio possedeva anche un’azienda che lavorava nel settore della compravendita di beni immobili.

Con la vicenda di ieri, però, è stata scritta una terribile pagina della storia di quell’impero di famiglia di viale Ulisse.

Giorgia Mosca



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