Denuncia

Test Adhd al policlinico, 5 mesi di attesa senza fine: “Il calvario di mio figlio”

adahd
14 gen 2017 - 06:48

CATANIA – Lo avevano definito “un bambino molto vivace”, ma andando avanti negli anni, i genitori, si sono resi conto che quelle manine mai ferme, la difficoltà nella concentrazione e nel domare gli istinti, il suo non riuscire a stare più di pochi minuti seduto a guardare un cartone animato, in realtà erano espressione di un malessere molto più grande, che includeva la salute psicofisica del bambino.

È questa la storia del piccolo F. e della sua famiglia che circa un anno fa è stata sconvolta da un responso medico: Adhd, F. è affetto dalla sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività.

Il termine “sconvolta” non lo utilizziamo a caso. Non perché si tratti di una malattia grave: F. sta bene ed è attorniato da tanto amore. Più che altro ci riferiamo a come una famiglia composta da sei persone, che ogni mese percepisce un solo modesto stipendio, debba affrontare una situazione del genere relativamente ai costi dei trattamenti, degli esami e delle cure adeguate.

È così, quindi, che circa un anno fa inizia la ricerca di assistenza gratuita da parte della signora Graziella Scaletta, madre del piccolo F., che insieme con suo marito non si è persa d’animo ed ha iniziato il suo lungo percorso per la cura del figlio.

“Dopo tanti tentativi prima all’Asl di Catania e poi all’ospedale di Acireale - racconta la signora Scaletta - il mio ‘calvario’ è iniziato lo scorso 20 luglio, quando ho portato F. al reparto di neuropsichiatria infantile del policlinico di Catania - spiega la signora Scaletta -. Ci siamo presentati lì ed abbiamo fatto un semplice colloquio, ma per fare i test necessari abbiamo dovuto aspettare ben due mesi: solo il 19 settembre, infatti, F. è stato sottoposto a test di intelligenza, test proiettivi e della personalità”.

Ma la lunga attesa non è finita qui.

“Da quel lontano 19 settembre, la chiamata per il responso degli esami si è fatta attendere più di quattro mesi - afferma la signora Scaletta -. Solo pochi giorni fa, infatti, sono stata contattata dal policlinico non per avere direttamente i risultati, bensì per un altro colloquio fissato da qui a tre settimane per sapere esattamente quali siano le condizioni del mio piccolo”.

E intanto la vita di F. è continuata. Il bimbo va a scuola e avrebbe bisogno di un educatore, ma senza la certificazione necessaria, che deve fornire proprio l’ospedale, la famiglia non è in grado di ottenere questo tipo di assistenza in maniera gratuita. Dovendo, infatti, “mandare avanti la baracca” e mantenere altri tre figli, fra cui la gemellina di F., la signora Scaletta e il marito proprio non possono permettersi di ricorrere a servizi privati.

Fortunatamente la scuola frequentata dal minore, l’istituto scolastico Montessori – Mascagni di Catania, lo ha accolto nel migliore dei modi proprio grazie al supporto di una maestra modello, Laura Cancè, che ogni giorno segue il piccolo F. nel suo percorso di crescita facendo sempre del suo meglio con tutta la dedizione possibile.

Solo che la dedizione da sola non può bastare. 

“Il tempo è passato ed io che osservo continuamente il mio bambino vedo che soffre, non legge bene, non si concentra - ha aggiunto la signora Scaletta -. Siamo pure ricorsi ad un logopedista, ma è assurdo che le famiglie più svantaggiate non abbiano alcuna tutela in questi casi - rincara la signora -. Attendere cinque mesi per un responso medico è davvero un lasso di tempo accettabile? Si può andare avanti pensando che gli unici che hanno diritto a curarsi come si deve sono solo le persone che stanno bene economicamente e che possono permettersi cure da medici privati?”.

Foto di repertorio

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Redazione NewSicilia



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