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Terremoto, i consigli della protezione civile: parla il sindaco di Accumoli

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24 ago 2016 - 10:25

SICILIA - In seguito al terremoto che ha colpito Lazio, Marche e Umbria, il capo della protezione civile, Francesco Curcio, ritiene ancora di essere nel pieno di una “situazione emergenziale”:

Siamo a lavoro, la macchina dei soccorsi è operativa, ma è ancora presto per fare bilanci e dare numeri, bisogna pensare a salvare vite umane. Sono state riattivate le vie di circolazione che portano ad Amatrice e Accumoli, ma chiediamo di evitare spostamenti per agevolare gli spostamenti dei soccorritori“.

Curcio inoltre chiede di “non intasare le linee telefoniche. Limitare il più possibile le comunicazioni con gli abitanti delle zone colpite perché l’intensità del traffico telefonico rende difficile collegarsi per i soccorsi”.

Molte regioni si sono mobilitate per aiutare le regioni colpite, tra queste sono già attive Abruzzo, Friuli ed Emilia Romagna.

Il sindaco di Amatrice registra 22 morti, ma il bilancio risulta ancora provvisorio, poiché molti sono ancora sotto le macerie.

Mentre il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, con voce affranta, afferma: “Sto girando le 17 frazioni ma la situazione è drammatica. Le vittime aumentano e non c’è ancora un numero definitivo. I palazzi si sono sbriciolati come accadde all’Aquila. Purtroppo è così, adesso abbiamo bisogno di aiuti concreti. I numeri sono destinati ad aumentare. È tutto un crollo. Non c’è una casa agibile. A vista i palazzi sono tutti inagibili, quindi dobbiamo allestire le tendopoli per tutta la popolazione. Ci troviamo in un territorio montano con un clima abbastanza rigido, con circa 10°. Stiamo scavando per tirare fuori i dispersi con la speranza di trovare ancora qualcuno vivo“.

Nel frattempo si cerca di capire cosa sia accaduto in queste terribili ore e a fornire una spiegazione è Andrea Tertulliani, direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione di Roma:

Ci sono state Oltre 100 repliche, quella più forte è stata un’ora dopo la scossa principale. Non possiamo dire cosa ci aspetta, perché le onde sismiche non sono prevedibili. Ci saranno delle repliche, speriamo solo di non registrare magnitudo elevate”.

E prosegue: “La spiegazione è che ci troviamo in area soggetta a forte attività sismica. Abbiamo dati che dimostrano l’esistenza di terremoti di forte entità già a partire dai XII- XIII secolo”.

Daniela Torrisi



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