L'intervista

Terremoti, Catania non rischia il sisma. E c’è un piano d’emergenza comunale in aggiornamento…

Terremoto Sisma
9 nov 2016 - 06:30

CATANIA - Corsa alle assicurazioni sulla casa, poi la paura, successivamente il rapporto dell’Ingv e anche le due scosse in un giorno (la mattina a Zafferana Etnea e nel pomeriggio a Messina): il terremoto è l’argomento del momento, purtroppo. Soprattutto in Sicilia e a Catania.

Dopo aver discusso con la gente catanese e aver sentito la paura, accompagnata però anche da qualche accenno d’ottimismo, adesso è bene spiegare in quale posizione si trova il Comune di Catania in merito al rischio sismico: abbiamo contattato il geometra Salvatore Fiscella, responsabile del Piano di Emergenza Comunale della Protezione Civile. Perché esiste? Cosa comporta?

In realtà, parliamo di un piano del 2012 ma che “entro il 20 novembre si aggiornerà nuovamente. Il piano di emergenza comunale attuale discende dall’applicazione della legge 100 del 2012 imposta ai Comuni non solo per rispettare la legge e chi non avesse aderito avrebbe rischiato di non avere finanziamenti per la sicurezza, oltre al rispetto della legge 225. Il Comune di Catania è stato il primo nella provincia etnea ad aggiornare il Piano di Emergenza Comunale secondo queste direttive ed è stato il primo a proporre un aggiornamento. È di esclusiva competenza del consiglio comunale: quest’ultimo, nell’aprile del 2013, approvò il piano secondo le direttive della legge e secondo i rischi presenti sul territorio”.

Quali sono i rischi che si possono correre in Sicilia?

“Il nostro territorio è molto composito e variegato sotto questo punto di vista: dal rischio vulcanico a quello sismico, passando per l’idrogeologico e quello sulle ondate anomale di calore, chi più ne ha più ne metta. È compreso anche il rischio di incidente rilevante nei pressi della Zona Industriale: poi abbiamo anche fattori determinanti come l’inquinamento delle coste, rischio freddo, mareggiate o tsunami. Tutti rischi a cui il nostro territorio è esposto e che il nostro piano contiene nella parte relativa agli scenari di rischio: quindi, cosa può accadere e come si può affrontarli”. 

Catania, in particolare, in che posizione si trova?

“Riscontriamo meno problemi per il rischio sismico o per le ondate anomale di calore. All’assessorato alla Sanità, a Palermo, abbiamo sottolineato come Catania da 2 anni si trova su una bolla che non le permette di essere investita dalle anomalie di calore. È una fortuna, poiché in tutta la Sicilia riscontriamo un rischio di livello 1 per queste ondate. A livello di terremoti, dall’indagine della commissione sui grandi rischi europei del 2004 si è evidenziato come l’unico terremoto di un certo livello è stato quello di Santa Lucia, nel 1990. Abbiamo accettato, come Comune, la sollecitazione di un nuovo piano poiché veniamo sostenuti e siamo leggermente avvantaggiati da chi invece non attua questo procedimento. C’è da dire, però, che la densità, il giorno e la notte o la consistenza incidono di parecchio su un territorio così vasto come Catania. Qualora, e speriamo mai, dovessimo affrontare un problema di questo genere cercheremo di risolverlo nel migliore dei modi. Se il piano non ‘regge’ i fenomeni che nascono in corso d’opera, bisogna modificarlo a seconda di nuovi studi e analisi”.

Come dice il geometra Fiscella, è chiaro che se un terremoto accaduto un mese prima si ripropone nella stessa zona con una scossa di magnitudo ancora più potente, il lavoro fatto dalla Protezione Civile è totalmente andato in fumo come quello di Amatrice o Norcia, “perché quello che non cade prima, poi crolla in un secondo momento”.

Il Piano è pubblicato nella sua integrità sul sito del Comune di Catania con tutti gli allegati. Come titolare della posizione organizzativa, il geometra Fiscella presenterà al direttore dei lavori pubblici della Protezione Civile l’aggiornamento del piano utile al raggiungimento degli obiettivi prefissi entro la fine del 2016: “A fine mese avremo la nuova versione rivisitata in base a quanto accaduto negli ultimi quattro anni. Nel piano bisogna fare riferimento ad essi, oltre alle leggi emanate”.

Infine, una battuta molto importante su come si sta muovendo l’amministrazione comunale, congiuntamente con la Protezione Civile, in merito ai punti sviluppati sul piano d’emergenza: “Non abbiamo avuto il momento necessario di divulgare le attività da noi svolte. Stiamo lavorando molto, il sindaco ha assunto un impegno categorico e con almeno 4 esercitazioni: due in passato, di cui una nel 2013 e un’altra nel 2015 a piazzale Sanzio, adesso ne avremo un’altra a breve e un’altra ancora più avanti. Il nostro primo cittadino ha predisposto un’attività che vedrà coinvolta la cittadinanza sul piano della sensibilizzazione. Come reparti, la Protezione Civile è molto attrezzata se mai dovesse accadere una catastrofe del genere. Ci sono anche delle emergenze che, realmente accadute, ci sono servite come esercitazione”.

Quello di cui il geometra Fiscella parla è la scossa di 4.5 a San Berillo che ha causato alcuni cedimenti strutturali nella zona. In quella circostanza la Protezione Civile si è prontamente mossa, “il sindaco è stato presente. Abbiamo verificato e fortunatamente ci è servita come esercitazione” ha aggiunto.

Insomma, la Sicilia è sommersa da tantissimi rischi ma Catania in particolare sembra essere una di quelle città in cui, con un piano d’emergenza comunale aggiornato, si possono raggiungere degli obiettivi e agire in maniera quanto più efficace possibile. La posizione in cui si trova la città etnea, però, pare limiti il rischio sisma e in particolar modo le ondate anomale di calore.

Gabriele Paratore



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