Alimentazione

Terre dell’Etna, mercatino bio e Km zero a San Gregorio

BIO 7
14 giu 2015 - 18:35

SAN GREGORIO DI CATANIA – Agorà - dal greco antico raccogliere, radunare – è il termine con il quale nell’antica Grecia  si indicava la piazza principale della polis, che, con l’andare del tempo, divenne anche il centro  dal punto di vista economico e commerciale. L’Agorà era contemporaneamente il luogo del mercato, dove la gente si incontrava e socializzava attorno ai prodotti della propria terra.

Ieri, sabato 13 Giugno, dalle 18.30 in poi, nella zona sud (Cerza) di San Gregorio di Catania si è respirata quest’aria mediterranea: profumi di prodotti locali, completamente estranei ad ogni meccanismo industriale,  incontro tra le persone del quartiere e non solo,  scoperta di nuovi cibi sani da consumare nelle nostre tavole siciliane, tra le più apprezzate al mondo proprio per la qualità del nostro sole, della nostra terra e del lavoro di chi ancora crede nel potenziale dei nostri prodotti.

Il progetto “Terre dell’Etna, mercatino bio e chilometro zero” nasce da un’idea di Maurizio Palermo, commerciante, e Letizia Foti, naturopata ed esperta di cucina crudista, che, in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di San Gregorio di Catania, Aci San Filippo e Aci Catena, le rispettive Pro Loco e con l’Associazione Onlus Città Domani, organizzano mercatini che offrono ai consumatori prodotti biologici locali e a chilometro zero che nascono e crescono secondo natura riacquistando i profumi e i sapori della tradizione siciliana. 

I mercatini si svolgono ogni secondo sabato del mese a San Gregorio sud, zona Cerza, dalle 18:30 alle 22:30; ogni seconda domenica del mese ad Aci San Filippo, in piazza Reitana, (orario estivo dalle 18:30 alle 22.30, da ottobre in poi dalle 09:30 alle 13:00) e ogni terza domenica del mese in piazza Immacolata a San Gregorio (orario estivo dalle 18:30 alle 22.30, da ottobre in poi dalle 09:30 alle 13:00).

Esistono anche le pagine facebook Terre dell’Etna – Mercatini Bio e Km zero e Crudistapercaso attraverso le quali gli organizzatori e gli standisti possono confrontarsi con i consumatori e con chiunque si voglia approcciare a questo nuovo (o vecchio?) modo di alimentarsi che…potrebbe davvero nutrire il pianeta!

 “Siamo entrambi frequentatori appassionati di mercatini bio e km zero e da questo interesse comune per i prodotti della nostra terra  ha preso vita questo progetto, proprio per offrire ai consumatori l’opportunità  di acquistare prodotti locali direttamente dal produttore, a filiera corta quindi. Tutti prodotti sani e naturali che non hanno subito alcun tipo di trasformazione o raffinazione, prodotti che non viaggiano, a chilometro zero” – dichiarano i promotori del progetto Maurizio Palermo e Letizia Foti.

“Ho trasformato la mia passione di preparare dolci con ingredienti naturali e bio in un lavoro” – osserva  Francesca Tornatore – davanti al suo stand colmo di prelibatezze che fanno pensare alle torte che preparavano le nostre bisnonne.

“Noi produciamo olio “Nocellara dell’Etna”, olii aromatizzati, vino bianco e rosso, noci e frutta di stagione. Vendiamo solo nelle piazze per nostra politica aziendale, vogliamo essere direttamente noi che produciamo a consegnare i nostri prodotti ai consumatori” – dichiara un rappresentante dell’azienda agricola “Paola Versa – Cantine Sparadrappo” di Biancavilla.

Noi produciamo grani antichi siciliani timilia e russello dai quali ricaviamo poi semole e pasta. Trattasi di grani che crescono solo in Sicilia (proprio per questo ci vengono richiesti da tutto il mondo soprattutto dall’America), completamente integrali e privi della benché minima raffinazione, infatti, nel seme, si ritrovano tutte le sostanze nutritive presenti nel germe che non esistono nei prodotti industriali e raffinati. Per politica aziendale vendiamo solo nei mercatini, desideriamo un rapporto diretto con i nostri clienti” osserva Mirella Passamonte, rappresentante dell’azienda “Antichi Granai” di Catenanuova (Enna). 

La nostra azienda prende vita grazie alla mia bisnonna, che, sin da piccola, lavorava in campagna e raccoglieva le mandorle. Successivamente creò il torrone lavorato con la mandorla pizzuta di Avola, pochissimo zucchero, miele e aromi naturali realizzati con buccia d’arancia e cannella. La tradizione poi continua grazie a mio nonno che, nel 1982, creò il laboratorio artigianale Savastra che tutt’oggi è operativo” osserva Savastra Giuseppe, rappresentante dell’azienda Savastra, Floridia (Siracusa) che ricalca le orme della bisnonna e del nonno occupandosi del laboratorio.

Il mercato si è concluso alle 22.30, tra degustazioni, brindisi con vino locale, socializzazione e valorizzazione delle tradizioni.

 

 

 

 

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Giusi Lo Bianco



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