Futuro

Tecnis in crisi: la lettera dei lavoratori

Cantiere
27 nov 2015 - 09:16

CATANIA - Un grande nome, ma grandi difficoltà. La crisi ha colpito anche la ditta di costruzioni Tecnis, spingendo molti dipendenti a farsi sentire.

Sono circa 1.000 i lavoratori legati all’azienda, 25 mila in totale se si considerano anche i fornitori e i piccoli appaltatori, che non percepiscono stipendi da mesi senza alcuna garanzia per il futuro. A dipendere dalla Tecnis, infatti, ci sono altre 1.800 aziende.

La segnalazione da parte dei lavoratori mira a scuotere l’opinione pubblica e a rendere visibile una situazione sempre più insostenibile. L’azienda, infatti, vive un momento finanziario molto difficile che rischia di far pagare ai suoi dipendenti. Il tutto, nonostante sia una delle più grandi aziende a livello nazionale e non solo. Basti pensare ai numerosi lavori di cui si è occupata e di cui si sta occupando e che possono valer fino a 1,5 miliardi di euro.

A questo punto ci si chiede quali saranno le conseguenze. Per questo, in una lettera, i dipendenti si domandano: “Garantirete soltanto il completamento delle opere in corso di realizzazione o è vostra intenzione favorire il prosieguo delle attività dell’azienda? Ci aiuterete a mantenere i posti di lavoro nostri e dell’indotto riavviando il volano di acquisizioni di nuovi lavori, che di fatto costituiscono la linfa vitale per poterci garantire la nostra attività e VITA futura?”

Al momento la Tecnis dispone di 23 cantieri attivi con lavori in corso per un importo di circa 435 milioni di euro, 7 cantieri in Start-up per un importo di circa 376 milioni di euro e 5 lavori in attesa di aggiudicazione, per un importo di circa 576 milioni di euro (a rischio per  l’impossibilità di sottoscrivere i contratti e presentare certificazione antimafia).

Ricorderete, infatti, che, circa un mese fa, i vertici dell’azienda, Mimmo Costanzo e Concetto Bosco sono finiti ai domiciliari per corruzione.

Andrea Lo Giudice



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