Appalti

Il “tavolino” delle estorsioni alla Gesap: dopo Helg altri 14 indagati

Carabinieri in aeroporto Palermo (Gesap)
10 mar 2015 - 07:30

PALERMO – Si allarga l’inchiesta sugli appalti della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo: il vicepresidente, Roberto Helg, è stato arrestato una settimana fa, con una mazzetta da 30 mila euro sul tavolo e un assegno da 70 mila in tasca, e altre 14 persone sono adesso sotto indagine per un filone precedente e autonomo, in cui si indaga sugli appalti per l’ammodernamento dell’aerostazione come anche sull’affidamento dei servizi per i lavori sulle piste e per i parcheggi a pagamento.

Indagini pure sulle consulenze, con reati ipotizzati come associazione per delinquere semplice, turbativa d’asta e corruzione. Quest’ultimo reato viene contestato a Carmelo Scelta, il direttore generale dell’azienda.

Pur concedendo gli arresti domiciliari al presidente della Camera di commercio di Palermo, Helg, il giudice dà atto che non si tratta di un “premio” ma di una misura dovuta per legge, data l’età avanzata, l’incensuratezza e l’assenza di “esigenze cautelari di particolare rilevanza”, richieste dalla legge per tenere in cella gli anziani ma non vi è dubbio, si legge nell’ordinanza, che Hel abbia agito con “spregiudicatezza e cinismo”, manifestando “impudenza” quando ha sostenuto di avere agito per bisogno, pur avendo introiti annuali per centomila euro.

Viene, dunque, stigmatizzato il comportamento di Helg, che avrebbe approfittato della situazione di Santi Palazzolo, pasticciere di Cinisi (Palermo) e titolare di un punto vendita all’aeroporto “Falcone e Borsellino”: la concessione era in scadenza e il vicepresidente della Gesap avrebbe approfittato delle difficoltà dell’imprenditore, chiedendogli i soldi.

Palazzolo però si è rivolto ai carabinieri, che hanno teso la trappola a Helg. A mandare il commerciante dal presidente della Confcommercio siciliana, protagonista di tantissime iniziative a tutela della legalità, sarebbe stato proprio il dg della Gesap, Scelta, che era andato a trovare Palazzolo a Cinisi, raccontandogli che in cda proprio Helg avrebbe osteggiato la sua pratica.

Ma gli inquirenti si spingono a ipotizzare l’esistenza di un “tavolino” delle estorsioni, al quale si sarebbero seduti il vicepresidente e altre tre persone, che si sarebbero scambiati i favori in consiglio di amministrazione, dividendosi le tangenti. Quanto emerge dalle intercettazioni svolte dallo stesso Palazzolo e poi dai carabinieri fa supporre “l’esistenza di una pratica corruttiva più diffusa ed articolata di quanto Helg abbia voluto far credere”.

Nel filone già aperto un altro degli indagati è Giuseppe Liistro, ingegnere e “post holder” dell’area manutenzione infrastrutture e sistemi, nonché direttore dei lavori di molti degli interventi in corso nell’aeroporto.

Cinque i presunti “capi e promotori”: Renato Chiavaroli, abruzzese di 65 anni; Natale Chieppa, napoletano di 60 anni; Maurizio e Stefano Flammini, romani, di 65 e 62 anni; e di Roma è pure Sergio Gaudiano, di 63 anni.

Il reato associativo è ipotizzato anche nei confronti di Massimo Abbate, dirigente Gesap, palermitano, 54 anni; Carlo Maria Sadich, architetto di Campobasso, 64 anni, titolare della Cdp, Compagnia del progetto; Giampaolo Tocchio, originario di Roma, 63 anni; e Leonida Giannobile, 69 anni, di Bolzano.

Indagati pure Carlo Vernetti, 40 anni, di Napoli, Alessandro Mauro, pure lui napoletano, 42 anni, e Filippo Capuano, sessantenne di Agira, ex comandante di aerei Alitalia, oggi titolare di un’azienda che fornisce servizi tecnologici.

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Redazione NewSicilia



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