Carabinieri

Francavilla, recuperati oltre 200 reperti archeologici proventi di scavi clandestini

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27 dic 2016 - 18:21

FRANCAVILLA DI SICILIA - I carabinieri della Sezione Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa e della Compagnia di Taormina, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto degli scavi archeologici clandestini, hanno sorpreso un tombarolo tra i resti del locale castello arabo-normanno.

Alla vista dei militari, l’uomo ha tentato la fuga, cercando di liberarsi del metal detector e degli altri attrezzi per lo scavo, ma è stato bloccato poco dopo. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno rinvenuto numerosi reperti archeologici, di epoca arabo-normanna, illegalmente detenuti: 183 monete antiche e 44 oggetti in metallo di vario tipo (anelli, fibbie, …).

L’uomo, un 53enne di Francavilla di Sicilia, è stato denunciato per ricerche archeologiche non autorizzate e impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato, reati previsti dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

L’attività è frutto di mirati servizi di controllo dei siti maggiormente a rischio, individuati sulla base di un attento lavoro di analisi svolto dal Comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in sinergia con i Comandi dell’Arma Territoriale. La Sicilia, particolarmente ricca di vestigia del passato, continua a essere oggetto di un saccheggio di reperti, destinati al mercato clandestino dei beni d’arte.

Il fenomeno interessa numerosi siti dell’isola che, oltre a subire la spoliazione del patrimonio archeologico, vengono gravemente danneggiati dall’azione dei tombaroli.

In tale quadro, l’operazione di oggi costituisce un importante segno della presenza dello Stato nella prevenzione e nella repressione dei reati contro il patrimonio culturale.

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Redazione NewSicilia



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