Stalking

Taglia i freni dell’auto della moglie e cerca di farla guidare: scatta il divieto di avvicinamento per un 48enne

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10 giu 2017 - 07:26

ENNA - Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare del divieto di avvicinamento all’abitazione, ai luoghi frequentati dalla vittima e di comunicazione e dell’obbligo di dimora, disposta dal Gip. presso il Tribunale di Enna, dott. Giuseppe La Placa, nei confronti di B.A., ennese, pregiudicato, 48 anni.

Il provvedimento cautelare, emesso su proposta dei sostituti procuratori della Repubblica dott.ri Giovanni Romano e Francesco Lo Gerfo, è stato eseguito dagli uomini della squadra mobile della questura di Enna – diretti dal vice questore aggiunto dott. Gabriele Presti e coordinati dal commissario capo dott. Emanuele Vaccaro. L’uomo risulta gravemente indiziato di reiterate condotte persecutorie, lesioni aggravate e danneggiamento, nei confronti della moglie per averla più volte picchiata, distruggendole gli oggetti della casa, privandola di denaro, chiavi dell’auto, insultandola, pedinandola e tagliando addirittura i tubi dei freni della sua autovettura, efferato gesto, quest’ultimo, che avrebbe potuto provocare una tragedia.

Dopo decenni di maltrattamenti subiti nel corso della convivenza, la donna ha deciso di lasciarlo, ma l’uomo è diventato ancora più violento, tanto da spingere la moglie a denunciarlo alla polizia. Come se ciò non bastasse, dopo insistenti e fallimentari tentativi di avvicinare la donna, vedendosi sempre più rifiutato, il marito, in un crescente stato d’ira, ha architettato una pericolosissima trappola: ha tagliato i freni dell’auto della moglie e, per indurla a mettersi alla guida, le ha mandato alcuni messaggi.

In particolare, a seguito di un ennesimo episodio, la donna ha chiamato il numero d’emergenza “113” e, riferendo di temere una possibile aggressione da parte del proprio marito, con il quale era in fase di separazione, ha chiesto l’intervento di una pattuglia delle volanti, nella sua abitazione, dove poco prima si era presentato il coniuge.

La signora ha riferito ai poliziotti che il suo timore per una probabile aggressione da parte del marito, fra l’altro, derivava dal taglio del tubo in gomma del sistema frenante della sua autovettura, effettuato con un taglierino.

La povera donna ha riferito che la mattina precedente aveva parcheggiato il veicolo nel centro storico di Enna, vicino l’abitazione di una parente. Dopo aver ripreso l’autovettura, nella tarda mattinata, una volta uscita dal parcheggio, aveva schiacciato il pedale dei freni e, con sua grande sorpresa, andava a vuoto. Fortunatamente, la donna, utilizzando il freno a mano, era riuscita a bloccare il veicolo e, una volta riparcheggiato, aveva contattato un meccanico, il quale le ha diagnosticato il danneggiamento dei freni, e in particolare la rottura del tubo in gomma che alimenta l’olio del sistema frenante del veicolo, gesto quindi doloso.

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I poliziotti ennesi hanno visionato il sistema di video sorveglianza cittadino, vicino il luogo dove era parcheggiata l’auto della donna. Dalla visione delle immagini gli investigatori hanno riconosciuto proprio le fattezze di B.A., il quale è stato immortalato nei frangenti in cui si abbassava sotto le ruote anteriori per armeggiare sulla macchina, per diversi secondi, utilizzando un oggetto che prelevava e riponeva nella tasca dei pantaloni.

Inoltre, ad aggravare la condotta del marito il tentativo, dopo aver danneggiato il sistema frenante del veicolo della moglie, durante la giornata, di provare a chiamare ripetutamente la donna, inviandole anche degli sms, per sollecitarla a spostare l’auto, per la presenza di fantomatici vigili e di un carro attrezzi, che avrebbero potuto rimuovere l’auto, dall’uomo parcheggiata in divieto.

La procura presso il Tribunale di Enna, valutata la fondatezza de fatti, ha proposto l’applicazione di una misura cautelare accolta dal Gip, che disponeva a carico dell’uomo la misura del divieto di avvicinamento all’abitazione, ai luoghi frequentati dalla vittima e di comunicazione e l’obbligo di dimora nel comune di Enna, con rigide prescrizioni orarie di permanenza domiciliare.

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Redazione NewSicilia



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