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Succede a Trapani e provincia: 11 novembre MATTINA

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11 nov 2016 - 13:08

TRAPANI - Ecco le operazioni più importanti condotte dai carabinieri a Trapani e provincia:

  • I militari della Stazione di Santa Ninfa, sotto il comando del Luogotenente Rosario Giunta, durante un posto di controllo effettuato nelle vicinanze dell’uscita autostradale hanno fermato una Fiat Stilo proveniente da Palermo, con a bordo Maurizio Caccamo, quarantaseienne di Santa Ninfa, già noto alle forze dell’ordine. I militari hanno trovato all’interno dell’auto tre panetti di hashish, del peso complessivo di 300 grammi. Le perquisizioni a casa del fermato hanno portato, inoltre, alla scoperta di più di 7.400 euro in contanti, abilmente nascosti all’interno della cappa della cucina. La droga e il denaro sono stati sequestrati, mentre l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari nella propria abitazione, in attesa della celebrazione del rito direttissimo;
    caccamo-maurizio
  • I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Trapani, su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani, hanno arrestato nella giornata di martedì 9 novembre due ragazzi con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso ed evasione. A finire nel mirino degli inquirenti sono stati Giovanni Angelo, 20enne, e Armando Di Bono, 26enne. Gli arrestati sono ritenuti responsabili di due tentati furti commessi nel capoluogo il 19 e il 22 settembre 2016, rispettivamente ai danni dell’istituto scolastico “Antonino Via” e nei confronti dell’agenzia di viaggi “Egatour”. La meticolosa attività d’indagine svolta dai Carabinieri ha permesso di raccogliere numerosi indizi a carico dei due. I Militari sono infatti riusciti a ricostruire in maniera incontrovertibile tutti i movimenti che i ragazzi hanno effettuato prima di compiere i loro crimini, fornendo così un solido quadro accusatorio all’Autorità Giudiziaria di via XXX gennaio. È quindi emerso che i due, già noti alle Forze dell’Ordine nonostante la giovane età, pur essendo detenuti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari per precedenti incriminazioni, in entrambe le circostanze sono evasi per compiere le loro scorribande, noncuranti degli obblighi derivanti dalle misure cautelari che gli erano state inflitte. Entrambi sono ora ristretti nella casa circondariale San Giuliano.
    angelo di-bono

Redazione NewSicilia



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