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Succede a Siracusa e provincia: giovedì 24 novembre POMERIGGIO

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24 nov 2016 - 16:28

SIRACUSA - Ecco i fatti di cronaca più importanti di questo giovedì pomeriggio.

I carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Siracusa hanno arrestato in flagranza di reato Fabiano Garofalo, 45 anni, pregiudicato per il reato di furto aggravato, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali. I carabinieri impegnati in un servizio di controllo del territorio, allertati dalla centrale operativa sono intervenuti in un deposito ove era stata segnalata la presenza di un soggetto. Giunti sul posto gli operanti hanno sorpreso l’uomo mentre era intento a caricare sulla propria autovettura batterie di auto ormai scariche, destinate allo smaltimento. All’atto dell’arresto il 45enne ha opposto resistenza causando lievi traumi alla mano di uno dei militari operanti, fortunatamente non gravi. L’uomo, dopo le incombenze di rito, è stato tradotto presso il carcere di Cavadonna come disposto dall’AG di Siracusa.

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Inoltre, a seguito di mirata attività investigativa sono stati denunciati due giovani che pochi giorni fa si erano resi responsabili della sottrazione di un cambiamonete e di una somma di denaro all’interno di un’attività commerciale di Noto dove avevano provocato anche cospicui danni e, contestualmente, altre otto persone sono state identificate quali responsabili di almeno quattro episodi di furti all’interno di aziende agricole con il furto di centinaia di chilogrammi di prodotti orticoli. Grazie all’immediatezza con cui sono state svolte le indagini e alla celerità con cui sono stati individuati gli autori è stato possibile restituire all’esercente di Noto il cambiamonete e circa 3 mila euro così come ai proprietari delle aziende agricole la quasi totalità dei prodotti sottratti.

Nel 2016, i carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa hanno continuato ad esprimere un rilevante impegno nel contrasto del fenomeno dei furti in tutto il territorio della provincia. Numerose sono state le persone tratte in arresto colte in flagranza del reato, in particolare nel compimento di furti ad esercizi commerciali e ad aziende soprattutto del settore agricolo, ma ancor più sono stati segnalati all’autorità giudiziaria molteplici responsabili del reato a seguito di indagini effettuate a seguito di denunce sporte dai cittadini. Solo nell’ultima settimana sono stati oltre 10 i soggetti individuati quali responsabili di episodi della indebita sottrazione di beni a privati cittadini o ad aziende e quindi segnalati alla procura di Siracusa. I risultati degli ultimi giorni rispecchiano l’andamento del fenomeno di tutto l’anno in corso nel quale si è registrato un decremento degli episodi di furto del 8,6% rispetto allo stesso periodo del 2015 con l’arresto e la denuncia a piede libero di complessive 408 persone rispetto alle 316 del 2015, con un aumento del 22,5%. Il positivo andamento dei dati è anche da attribuirsi alla continuità con cui i cittadini hanno presentato denuncia dei furti subiti e dalla collaborazione dimostrata con i militari dell’Arma impegnati nell’attività investigativa, elementi essenziali che contribuiscono in maniera sostanziale all’efficacia del contrasto nel settore dei furti e dei reati contro il patrimonio più in generale. I risultati operativi raggiunti nello specifico settore e i dati confortanti sulla riduzione del fenomeno, diventano ulteriore stimolo per l’Arma nel continuare ad operare con ancor maggiore impiego di risorse nel contrasto ai reati predatori poiché, solo mantenendo alta l’attenzione non solo sull’impatto economico negativo provocato ad aziende ed esercizi commerciali ma soprattutto sul disagio sofferto dal cittadino vittima di un furto, si potrà ulteriormente garantire maggiore sicurezza alla comunità.

Non sempre la fine di una relazione è accettata da una delle parti e quando questo accade spesso l’amore si trasforma in odio e in persecuzione. Questo quello che è successo a due donne, sorelle, letteralmente perseguitate dall’ex compagno di una delle due. L’uomo infatti, per tentare di riallacciare i rapporti con la compagna, per anni ha tempestato di messaggi e telefonate la sorella, nel vano tentativo di poter recuperare la relazione. Non avendo avuto aiuto dalla donna, che in tutti i modi ha cercato di tutelare la sorella, da un uomo comunque violento, ha iniziato a perseguitare l’ex compagna, con centinaia di messaggi e telefonate, molte dal tono minaccioso, addirittura di morte nei confronti della ex compagna e dell’intera famiglia, altre dal tono più pacato quasi a chiedere scusa, per poi arrivare a minacciare la figlia adolescente della donna tramite un social network. A questi episodi se ne aggiungono altri di pedinamenti o di lunghe poste sotto casa della ex compagna e dei familiari al fine di intimorirli, costringendoli a cambiare paese e abitudini di vita. Tutta la vicenda è stata costantemente seguita dai carabinieri della Compagnia di Siracusa, che hanno supportato anche psicologicamente le due donne e tutta la famiglia, e che hanno condotto una serrata attività d’indagine che ha permesso di ricostruire la condotta dell’uomo e di poterlo deferire all’Autorità Giudiziaria.

Ad oggi i carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa hanno proceduto all’arresto di 46 soggetti, per il reati di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia e a deferirne in stato di libertà 24, con un netto incremento rispetto all’anno precedente con 35 persone arrestate e 27 denunciate. Il dato del 2016 testimonia come sempre più spesso le vittime denunciano o comunque chiedono aiuto, permettendo alle pattuglie di poter intervenire nella flagranza di reato ed evitare che i reati vengano portati ad ulteriori e più drammatiche conseguenze.

I carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Siracusa hanno arrestato in flagranza di reato Giuseppe Giardina, priolese di 44 anni, incensurato, per tentata rapina. A seguito di una richiesta di aiuto di un impiegato di una banca di Viale Teracati al 112, i carabinieri sono intervenuti bloccando il rapinatore che si era recato in banca, con il pretesto di aprire un conto ma che invece sfoderava un coltello da cucina, che aveva nascosto all’interno di una borsa a tracolla, chiedendo ad un’impiegata di consegnargli la somma di 8 mila euro. Fondamentalmente un gesto disperato dell’uomo che in questo periodo, avendo problemi economici legati ad un debito che non riusciva ad estinguere e, sopraffatto dalla disperazione, ha tentato di recuperare il denaro commettendo questo reato. Fortunatamente nessuno è stato ferito, solo un po’ di paura da parte degli impiegati. L’uomo, che non ha opposto resistenza, è stato accompagnato in caserma per le incombenze di rito, per poi essere associato al carcere di Cavadonna così come disposto dall’AG di Siracusa.

Redazione NewSicilia



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