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Succede a Siracusa e provincia: giovedì 1 dicembre MATTINA

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1 dic 2016 - 14:51

SIRACUSA - Ecco i fatti di cronaca più importanti di questo giovedì 1 dicembre mattina:

ad un mese dalla cattura del ricercato Vincenzo Alvaro, calabrese, affiliato all’omonimo clan, che da mesi si nascondeva in un’abitazione di Belvedere, i carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Siracusa, a seguito di attività investigativa, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria per favoreggiamento personale, un soggetto che ha agevolato la clandestinità dell’uomo. Dalle indagini svolte, è stato infatti accertato come l’uomo denunciato abbia contribuito alla permanenza in libertà del latitante individuando l’abitazione dove Alvaro si è nascosto, aiutandolo nell’acquisto del mobilio per la sua permanenza, nonché facilitando l’assolvimento delle esigenze di vita quotidiana, quali ad esempio fare la spesa.

I carabinieri della Stazione di Villasmundo, nel pomeriggio di ieri, hanno segnalato alla competente Autorità Giudiziaria, quale indagato, per il reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui un 31enne, poiché sorpreso dai carabinieri ad imbrattare, con vernice ed olio, il portone d’ingresso della Chiesa “San Michele Arcangelo” ubicata in Piazza Risorgimento. Nella circostanza i militari richiedevano, per l’indagato, il trattamento sanitario obbligatorio presso il Reparto Neuropsichiatria dell’Ospedale “Muscatello” di Augusta perché affetto da gravi disturbi psichici.

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Nel corso della mattinata odierna, a Catania, i carabinieri della Stazione di Pachino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Siracusa su richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Dottoressa Margherita Brianese, traendo in arresto Vito Danilo Caputo, catanese di 27 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia ed attualmente già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per altro reato. L’uomo deve rispondere dei reati di atti persecutori e danneggiamento nei confronti della ex compagna. Nello specifico, Caputo, dopo aver convissuto nove anni con la ex compagna dalla quale ha avuto anche una figlia, ha lui stesso deciso di interrompere la relazione per intraprenderne un’altra con un’altra donna. La ex compagna, accettando la volontà dell’uomo con cui aveva trascorso gli ultimi nove anni, è ritornata a Pachino dai propri familiari. Qui ha serenamente deciso di rifarsi una vita, iniziando a frequentare un altro uomo. Ma da questo momento è iniziato un vero e proprio calvario per la giovane: l’uomo, quasi a voler affermare il proprio possesso sull’ex compagna, ha iniziato a tormentarla, apostrofandola con frasi ingiuriose, minacciando ripetutamente, anche di morte, lei ed il suo nuovo compagno, seguendola nei suoi spostamenti, appostandosi nei presi della sua abitazione, telefonandola di continuo ed inviandole messaggi a tutte le ore del giorno e della notte. Ed è proprio nel corso di uno di questi appostamenti che l’uomo, in un momento di rabbia, al rifiuto della ex compagna di incontrarlo per parlare, è salito in auto e, utilizzando il paraurti come una sorta di ariete, ha danneggiato il portone di ingresso ed i gradini dell’abitazione della donna. Tali episodi, considerata la loro frequenza e gravità, hanno cagionato un duraturo stato d’ansia nei confronti della giovane vittima, facendole anche temere per la propria incolumità e quella dei suoi cari, esasperandola al punto da dover cambiare le proprie abitudini di vita per timore di incontrare il suo ex compagno e di rimanere vittima di un’altra scenata o dell’ennesima aggressione. Stanca di tale situazione, la donna ha chiesto aiuto ai carabinieri, denunciando le vessazioni subite. I successivi accertamenti posti in essere dai militari sotto la guida dell’Autorità Giudiziaria hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti raccogliendo elementi tali da sostenere la misura cautelare emessa dal GIP. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

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Redazione NewSicilia



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