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Succede a Catania e provincia: giovedì 24 novembre POMERIGGIO

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24 nov 2016 - 17:56

CATANIA - Polizia: ecco le operazioni più importanti di questo pomeriggio.

  • Gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato di Catania hanno arrestato Pietro Gangi, 39enne pregiudicato catanese, e Salvatore Gino Asiatico, 32enne catanese per il reato di furto. Particolare era il modus operandi dei due che, grazie alla loro agilità fisica, si arrampicavano di notte lungo tubature, grondaie ed impalcature per entrare negli appartamenti presi di mira. Durante l’ultimo tentativo di entrare illegalmente in una abitazione, i due si sono imbattuti in una volante che, insospettita dal comportamento degli imputati, ha deciso di sottoporli ad un controllo. I due hanno immediatamente accelerato il passo fuggendo per le vie limitrofe e lasciando per terra una borsa risultata poi rubata ad una anziana signora. Dopo minuti di ricerca gli agenti sono riusciti a trovare i fuggitivi all’interno di una sala giochi in via San Nicolò al Borgo. Una volta bloccati e perquisiti, i poliziotti hanno rinvenuto addosso ai due altra refurtiva: un portafogli con dentro 45,00 euro, un mazzo di chiavi di casa di un’altra abitazione oggetto di furto, tre orologi, 2 powerbank, 1 selfiestick, 1 carica batteria da smartphone e un lettore MP3. Quanto rinvenuto è stato immediatamente riconsegnato alle vittime dei due furti in abitazione. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, Asiatico e Gangi sono stati rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza, in stato di fermo.
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Pietro Gangi, 39 anni – Salvatore Gino Asiatico, 32 anni

  • A distanza di appena un giorno dalla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne si torna a parlare di maltrattamenti in famiglia, riportando la notizia dell’avvenuta convalida dell’arresto di C.S., il soggetto prelevato e arrestato dagli agenti delle Volanti, lo scorso 22 novembre, dall’appartamento di Librino, teatro dell’ennesimo pestaggio subito dalla moglie davanti agli occhi degli atterriti bambini, figli della coppia. A favore dell’arrestato, il Giudice non ha rilevato alcuna attenuante, nessuna giustificazione per l’efferatezza e l’ostinazione con la quale ha portato avanti, pare per un lungo periodo, una serie di vessazioni, aggressioni e violenze nei confronti della sfortunata donna. Quindi, per C.S. sono scattati gli arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella familiare, con l’applicazione del “braccialetto elettronico”: un congegno che terrà sotto controllo i suoi movimenti e che permetterà ai poliziotti di monitorare eventuali allontanamenti dal luogo ove sconta la misura e di intervenire tempestivamente, in modo da scongiurare eventuali ulteriori aggressioni.

Redazione NewSicilia



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