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Succede a Catania e provincia: 17 marzo MATTINA

Succede Catania 17 marzo
17 mar 2017 - 13:42

CATANIA - Carabinieri e polizia. I fatti di cronaca più importanti di Catania e provincia:

  • I carabinieri della compagnia di Catania Fontanarossa hanno arrestato il 36enne catanese Orazio Litrico, ritenuto responsabile di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione di denaro falsificato. Gli uomini del nucleo operativo ne hanno seguito le mosse da alcuni giorni giungendo ieri sera alla decisione di bloccarlo all’altezza del civico 10 di viale Grimaldi, nel preciso istante in cui stava vendendo droga ad alcuni clienti. Mentre alcuni militari lo sottoponevano a perquisizione personale, trovandogli addosso 30 grammi di marijuana, suddivisa in dosi e 85 euro in contanti, altri carabinieri hanno fatto irruzione in un sottotetto dove, occultati in una intercapedine muraria, sono stati rinvenuti: 1,3 Kg di marijuana, 50 grammi di cocaina (suddivisa in 90 dosi), 3 ricetrasmittenti (utilizzate dalle vedette per la comunicazione agli spacciatori in caso di intervento delle forze dell’ordine), dei bilancini elettronici di precisione, ingente materiale utilizzato per confezionare le dosi di stupefacente e 10.000 euro, tutti in banconote da 20 euro, risultati falsificati. La droga, del valore al dettaglio superiore ai 30.000 euro, è stata sequestrata mentre un campione del denaro falsificato sarà inviato, per gli ulteriori riscontri investigativi, agli specialisti dei carabinieri Anti Falsificazione Monetaria di Roma. L’arrestato, giudicato per direttissima è stato sottoposto agli arresti domiciliari. 

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(In alto a sinistra Orazio Litrico, 36anni)

  • I carabinieri della compagnia di Piazza Dante hanno arrestato il 34enne catanese Sebastiano Bramante, ritenuto responsabile di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Gli uomini del nucleo operativo, che ieri pomeriggio erano in servizio antidroga a San Cristoforo, lo hanno prima osservato spacciare la droga ai clienti per poi bloccarlo, perquisirlo e trovargli tra la merce: 24 dosi di marijuana – più di 30 grammi – e 50 euro in contanti appena incassati. Oltre al sequestro della droga e del denaro, i militari hanno proceduto a sequestrare il banco di vendita di piazza Caduti del Lavoro poiché in assenza di autorizzazioni.  L’arrestato, in attesa della direttissima, è stato relegato agli arresti domiciliari. 

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(In alto a sinistra Sebastiano Bramante, 34 anni)

  • I carabinieri hanno arrestato il 27enne Giovanni Musumeci e denunciato un 26enne per spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. In una piccola comunità come quella di Aci Sant’Antonio non può sfuggire ai carabinieri il fatto che qualcuno senza scrupoli lucri sulla pelle di persone ricoverate in una struttura di recupero per malattie psichiche. Infatti, i militari hanno notato i due piazzarsi con la loro auto in prossimità della struttura “Villa Sant’Antonio”, in via Lavina e attraverso i cancelli e le inferriate confabulare con alcuni pazienti per poi cedergli della droga in cambio di denaro. Con la perquisizione personale e domiciliare a carico dei pusher, sono stari trovati 20 grammi di marijuana, suddivisa in altrettante dosi. La droga è stata sequestrata mentre l’arrestato, in attesa della direttissima, è stato relegato agli arresti domiciliari. 
Giovanni Musumeci, anni

Giovanni Musumeci, 27 anni

  • I carabinieri della stazione di Randazzo hanno denunciato un 70enne, già gravato da precedenti di polizia e il figlio di 29 anni, per invasione di edifici, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose e violazione di domicilio. L’assegnatario dell’alloggio popolare di via Ugo Foscolo, spinto da necessità lavorative a spostarsi momentaneamente all’estero, ieri pomeriggio ha rischiato di vedersi occupata abusivamente la propria abitazione, ipotesi scongiurata dall’intervento dei carabinieri, avvisati da alcuni parenti, che hanno colto in flagrante i due congiunti mentre trasferivano i loro suppellettili nell’alloggio dopo averne scardinato la porta d’ingresso e la saracinesca del garage di pertinenza. L’appartamento è tornato nella disponibilità di alcuni parenti dell’assegnatario.
  • I carabinieri della stazione di Adrano hanno arrestato il 60enne adranita Rosario Ciaramisaro, ritenuto responsabile di evasione. È stata la pattuglia a riconoscerlo e fermarlo mentre l’uomo percorreva a piedi una strada del centro cittadino, in evidente violazione della misura ristrettiva cui era sottoposto. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato ricollocato ai domiciliari.
  • I carabinieri della stazione di Caltagirone hanno arrestato il 26enne Salvatore Di Benedetto, in esecuzione di una ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dalla Corte di Appello di Catania. Le reiterate violazioni della misura alternativa, cui era sottoposto il giovane calatino, puntualmente sanzionate ed oggetto di informative prodotte all’autorità giudiziaria dall’Arma, hanno convinto i giudici ad ordinarne l’arresto e la sottoposizione agli arresti domiciliari.
Salvatore Di Benedetto, anni

Salvatore Di Benedetto, 26 anni

  • La polizia ha posto in stato di fermo di indiziato di delitto Mariana Ozsvat, 33 anni, rumena, in quanto gravemente indiziata del reato di sfruttamento della prostituzione minorile. Il pomeriggio del 13 marzo, un cittadino rumeno si presentava negli uffici di polizia di una questura del Nord Italia per denunciare che la figlia, di sedici anni, “Dorina” – nome di fantasia, n.d.r. – durante la notte, l’aveva chiamato al telefono cellulare, implorando aiuto perché costretta a prostituirsi in strada. La ragazza riferiva al padre di trovarsi nella città di Catania, indicando di essere trattenuta in un’abitazione del rione San Cristoforo, della quale forniva via e civico, da una coppia di connazionali che alla fine del mese di gennaio l’avevano condotta in Italia con la falsa promessa che avrebbe svolto il lavoro di badante. Il personale della squadra mobile – Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, ha avviato immediatamente le indagini, verificando che la minore era entrata in Italia dalla frontiera di Trieste in compagnia di due individui, un uomo ed una donna, quest’ultima nota alla squadra mobile per essere stata coinvolta in vicende collegate al fenomeno della prostituzione su strada. Sono, pertanto, iniziate le ricerche della minore sia nell’abitazione indicata dal padre, che presso altri luoghi, tuttavia, non è stato rintracciato nessuno dei soggetti coinvolti. Le ricerche della giovane, continuate senza sosta, hanno portato ad un’altra abitazione, nel rione San Cristoforo, dove veniva rintracciata, non privata della libertà personale e ad un uomo, suo connazionale. Negli uffici della squadra mobile, la giovane ha raccontato la sua storia, dichiarando di essere giunta a Catania circa un mese fa, a bordo di un’autovettura con targa italiana, insieme a Ozsvat Mariana ed al connazionale indicato in denuncia dal padre. Stando al racconto della ragazza, era stata Mariana a proporle di trasferirsi in Italia, precisamente a Catania, prospettandole la possibilità di un lavoro regolare come badante. La giovane, accettata la proposta, era stata affidata alla donna. Giunta a Catania, “Dorina” è stata collocata in un appartamento nel rione San Cristoforo (dove è stata ritrovata il 13 marzo 2017) ed avviata alla vita “sul marciapiede”. La minore, prostituendosi, avrebbe dovuto restituire i soldi anticipati dai suoi connazionali per il viaggio fino a Catania, pagando,anche il vitto e l’alloggio. La donna le aveva consegnato un telefono cellulare munito di scheda ed abiti succinti da indossare per prostituirsi nelle vicinanze del porto di Catania, sotto il suo vigile controllo, che aveva imposto le tariffe che Dorina doveva chiedere per le prestazioni sessuali. Nel caso in cui gli incassi fossero stati scarsi, la donna la rimproverava aspramente. Mente era in corso la verbalizzazione di “Dorina”, il personale della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” ha proceduto alle ricerche dei due “aguzzini”. Ritenendo che sarebbero rientrati nell’abitazione dove era stata trovata la minore, il personale ha predisposto un discreto servizio di osservazione che ha dato i suoi frutti: dopo un’ora la donna è stata bloccata e condotta negli uffici della mobile dove è stata dichiarata in stato di fermo di indiziato di delitto per il reato di sfruttamento della prostituzione minorile. Espletate le formalità di rito, la fermata è stata associata nella casa circondariale di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre “Dorina” è stata condotta in una struttura protetta. 

Marianna Ozsvat, anni

Marianna Ozsvat, 33 anni

  • Personale della squadra mobile – Squadra “Catturandi”, ha arrestato Josap Antony Phala Mandaige, 58 anni, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso in data 9.3.2017 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’ Appello – Ufficio Esecuzioni Penali – di Catania, dovendo espiare la pena residua di 9 mesi, 17 giorni di reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, a seguito di sentenza di condanna ad anni 2 di reclusione, emessa in data 3.12.2013 dalla Corte d’Appello di Catania. L’uomo era stato posto in stato di fermo di indiziato di delitto il 16 dicembre 2001, unitamente ad altri nove connazionali, in quanto ritenuto responsabile di uno sbarco di migranti, di etnia cingalese, giunti a bordo di un’imbarcazione in legno di 15 mt. sul litorale di Marina di Cottone. In particolare, l’uomo era stato individuato come lo skipper dell’imbarcazione.

Josap Antony Phala Mandaige, anni

Josap Antony Phala Mandaige, 58 anni

 

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Redazione NewSicilia



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