#AnticrimineOggi

Succede ad Agrigento e provincia: 15 giugno MATTINA

Agrigento 15 giugno
15 giu 2017 - 12:31

AGRIGENTO - Ecco le operazioni condotte dai carabinieri ad Agrigento e provincia:

  • A Sambuca di Sicilia i carabinieri di Agrigento hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di palermo nei confronti di 2 soggetti accusati a vario titolo del delitto di associazione mafiosa. L’operazione ha portato all’arresto di Andrea La Puma, 70 anni, e del figlio Salvatore La Puma, 42 anni, (a sx e a dx nelle foto sotto) entrambi di Sambuca di Sicilia. A entrambi è stata contestata l’appartenenza alla famiglia mafiosa “Cosa Nostra” di Sambuca di Sicilia con il ruolo di partecipanti, per controllo illecito delle attività economiche, incendi, danni a scopo intimidatorio ed estorsivo e partecipazione nei collegamenti tra Leo Sutera, capo della famiglia mafiosa sambucese, e gli appartenenti al sodalizio criminale di altre zone dell’isola. I due arresti sono stati effettuati nell’ambito dell’operazione dell’1 aprile 2016 denominata “Triokola”.  L’operazione fu frutto di una manovra investigativa sviluppata nel tempo dal Ros e dal comando provinciale di Agrigento per il mandamento di Sambuca di Sicilia e per Sutera detto “il professore”  e ritenuto nel periodo 2010/12 il capo della provincia di Agrigento e arrestato nel giugno 2012 e condannato a 4 anni di reclusione per associazione mafiosa.  In tale quadro furono documentati una serie di riservati incontri tra lui ed esponenti mafiosi delle province di Agrigento e Palermo nelle campagne di Sambuca di Sicilia. Nella successiva fase processuale, in data 6 giugno 2017, i due sono stati condannati in primo grado dal tribunale di Palermo. Dopo la condanna, accertata la persistenza di gravi esigenze cautelari connesse al pericolo di prosecuzione nell’azione criminosa, il gip ha emesso i provvedimenti dell’operazione odierna.
    La Puma grande  La Puma piccolo

  • I carabinieri della stazione di Licata hanno arrestato A. B., 32 anni, bracciante agricolo licatese, già noto alle forze dell’ordine, in quanto ritenuto responsabile dei reati di tentata rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Nello specifico i militari dell’arma hanno constatato che il giovane, nella mattinata dell’1 maggio 2017, si era introdotto all’interno dell’abitazione di proprietà di una casalinga licatese, ubicata nel centro della città, intimando a quest’ultima, con la minaccia di ritorsioni, di consegnargli il denaro in suo possesso. Così dopo le formalità di rito, è stato accompagnato nella propria casa in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

  • I carabinieri di Ribera dopo aver richiesto l’autorizzazione alla procura della Repubblica di Sciacca, hanno devoluto in beneficenza il materiale sequestrato nel mese di maggio di quest’anno a due individui senegalesi. I militari dopo un controllo in corso Regina Margherita, hanno sequestrato ai due uomini di origine senegalese ben 125 paia di scarpe con marchi contraffatti e 80 borse del medesimo genere. Così i due sono stati denunciati per ricettazione e introduzione nello stato e commercio di prodotti falsi. Tutto il materiale, dopo essere stato posto sotto sequestro, è stato trattenuto presso i locali della caserma per un mese e di comune intesa con la procura, i prodotti sono stati poi devoluti in beneficenza alla Caritas.

  • I carabinieri hanno arrestato, per evasione, il canicattinese S. T., 46 anni, sottoposto alla detenzione domiciliare all’interno di una comunità a regime terapeutico. Una volta riconosciuto dai militari, è stato fermato mentre passeggiava in viale Della Vittoria. Subito dopo è stato rinchiuso nuovamente nella struttura sempre agli arresti domiciliari.

  • I carabinieri di Favara, hanno arrestato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e violenza privata, il nigeriano P. R., 27 anni, munito di regolare permesso di soggiorno e già domiciliato in una struttura di accoglienza. I militari sono intervenuti dopo una richiesta della responsabile, in quanto il ragazzo, dopo essere andato in escandescenza e aver danneggiato suppellettili, si è chiuso all’interno di un ufficio con alcuni operatori che “liberava” poco dopo, grazie all’opera di convincimento messa in atto dai militari intervenuti. Così è stato portato in un’altra sede della stessa comunità, in regime di arresti domiciliari.

  • Per prevenire e contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, nei comuni ricadenti nel territorio della compagnia di Canicattì sono stati effettuati controlli nei mercati settimanali. Ad Aragona e a Canicattì i carabinieri hanno denunciato sei senegalesi che sulle proprie bancarelle, durante i mercati settimanali, vendevano merce contraffatta. Sono state così sequestrate oltre 50 borse da donna e altrettante paia di scarpe.

    Canicattì Aragona

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA