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Strisce gialle “croce e delizia” del centro storico. La parola ai lettori

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16 nov 2015 - 06:00

CATANIA - Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale la lettera di un nostro lettore in merito alle strisce gialle nella zona di via Teatro Massimo. 

“Gentile redazione sono un impiegato catanese che quotidianamente fa i conti con le problematiche legate al parcheggio in centro storico. Chiedo un po’ di spazio nella vostra rubrica per porre alcune domande agli amministratori di questa città che hanno il compito di rendere semplice e facile la vita a noi cittadini rispettosi delle leggi e delle regole.

Io lavoro vicino a via Teatro Massimo dove fino a qualche tempo fa, c’erano le tradizionali strisce blu che anche se non economiche mi consentivano di parcheggiare l’auto con una certa tranquillità. Negli anni, però, ho visto svanire sempre di più gli stalli di Sostare che all’improvviso di sono trasformati in strisce gialle.  

Nel sentito dire comune si potrebbe pensare “meglio, così risparmi” ma in realtà tutto si è molto complicato e ogni mattina devo votarmi a un santo per trovare un posto.

Sono troppe e sono ovunque. Capisco che in zona ci sono la Questura e la Squadra Mobile e che le strisce gialle devono essere utilizzate dalle auto di servizio delle forze di polizia. Fin qui nulla da eccepire. Mi domando, però, una cosa: “Ma quante auto di servizio abbiamo in questa zona?”. Per quante strisce gialle occupate ci sono, dovremmo avere decine e decine di auto di servizio, invece non è così. Io vedo che gli stalli vengano sfruttati per lo più a scopo personale.

E considerando che non mi permetto di parcheggiare dove non mi è consentito, la domanda sorge spontanea: “Perché io che svolgo un lavoro come loro non ho un posto riservato e gratuito “per la mia auto personale”?

Spero che qualcuno mi dia una spiegazione esauriente.” 

È questo lo spazio che NewSicilia ha scelto di riservare alla voce del cittadino. Chiunque volesse far arrivare una segnalazione in redazione basta che scriva a redazione@newsicilia.it

Redazione NewSicilia



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