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Stretta di mano tra Cosa Nostra e Regione Sicilia: maxi guadagno sui rifiuti. I NOMI degli arrestati

discarica
15 mar 2017 - 12:09

CATANIA – Hanno guadagnato a dismisura sul traffico illecito di rifiuti. Protagonisti dell’ultimo episodio della storia criminale di Cosa Nostra, sono stati l’imprenditore Antonio Paratore, insieme con il figlio Carmelo: entrambi direttamente legati al boss Maurizio Zuccaro, per il quale agivano anche come prestanome.

A scoperchiare il vaso di pandora, che ha portato all’arresto di 14 persone, sono state le indagini condotte da tre forze di polizia giudiziaria fra il 2012 ed il 2015, scattate a seguito del ritrovamento dei rifiuti in acque toscane.

 

Quindi, dopo aver monitorato il trasporto di rifiuti in giro per tutto lo stivale, è emerso che nel dicembre 2012 la principale società nel processo di raffinazione, trattamento e smaltimento dei catalizzatori esausti, quindi non più utilizzabili, a Siracusa era la Cisma Ambiente S.p.A, con sede legale ed operativa a Melilli i cui titolari di azioni erano diverse società tutte riconducibili a Paratore. In questa discarica venivano smaltiti scarti che provenivano dall’Ilva di Taranto.

Il modus operandi era ben preciso, trituravano e miscelavano i rifiuti al fine di declassarli e in alcuni casi incenerirli, generando così un grave impatto ambientale in una zona già in difficoltà a causa delle raffinerie di Priolo.

Tutto il complesso sistema aziendale faceva, quindi, capo a Paratore ed al figlio Carmelo che gestivano anche una discarica di rifiuti speciali. Ad agevolarli nella loro attività illecita sono stati alcuni funzionari pubblici e comunali. Questi ultimi li hanno favoriti nella ricezione di rifiuti provenienti non solo da tutta la provincia di Siracusa, ma anche dal resto della Sicilia e d’Italia.

In questo senso, fondamentale sembra essere stato il supporto fornito alla famiglia Paratore da un funzionario dell’assessorato regionale alle infrastrutture ed alla mobilità di Palermo che era diventato il vero e proprio strumento per aiutare la famiglia Paratore a raggiungere i loro fini illeciti. 

Ad incastrare l’organizzazione sono state anche alcune intercettazioni:

mafia

mafia 2

Collaboratori della famiglia Paratore sono state altre 12 persone, ecco l’elenco completo di tutti gli arrestati:

Antonio Paratore, 60 anni carcere piazza Lanza

Carmelo Paratore, 36 anni carcere Trento

Salvatore Grillo, 47 anni carcere Catania Bicocca

Giuseppe Verderame, 63 anni Carcere Bicocca Catania

Gianfranco Cannova, 59 anni carcere Palermo Pagliarelli

Salvatore Salafia, 58 anni carcere Catania Piazza Lanza

Simone Giuseppe Piazza, 31 anni carcare catania Bicocca

Salvatore D’Amico, 46 anni domiciliari

Agata Di Stefano, 35 anni domiciliari

Antonino Di Vincenzo, 40 anni domiciliari

Maurizio Cottone, 42 anni domiciliari

Giuseppe Amara, 49 anni domiciliari

Giovanni Amara, 44 anni domiciliari

Mauro Verace, 60 anni domiciliari

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Vittoria Marletta



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