Commemorazione

Le stragi di Cosa Nostra: 35 anni dalla morte di Dalla Chiesa, Mattarella depone una corona d’alloro sulla lapide

Dalla Chiesa: commemorazione con Mattarella
3 set 2017 - 12:21

PALERMO - Trentacinque anni fa, il 3 settembre 1982, moriva Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale e prefetto italiano.

Nato a Saluzzo, in provincia di Cuneo, è stato trasferito a Palermo nel maggio 1982, con il compito di combattere la mafia, piaga della Sicilia. La stessa che lo avrebbe ucciso pochi mesi dopo in un attentato che ha coinvolto anche la moglie, Emanuela Setti Carraro, e un agente di scorta.

L’auto su cui viaggiava il generale fu affiancata in via Isidoro Carini da una Bmw. Poi,i colpi di Kalashnikov AK-47 e la fuga. Tutto voluto e panificato dai vertici di Cosa Nostra, Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.

“Mi mandano in una realtà come Palermo con gli stessi poteri del prefetto di Forlì, – diceva Dalla Chiesa - Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi, non possiamo delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti”.

Oggi tutta Italia lo commemora e si stringe attorno alla sua famiglia

In un’atmosfera di commozione generale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona di alloro sulla lapide che ricorda l’eccidio, alla presenza dei figli del prefetto, Nando, Rita e Simona Dalla Chiesa.

Presenti anche i parenti dell’agente Domenico Russo, poliziotto di scorta rimasto ucciso durante l’attentato mafioso: la moglie Filomena e i figli, Dino e Toni. Russo, morto a 31 anni, medaglia d’oro al valor civile alla memoria, seguiva il prefetto di Palermo. I sicari gli spararono contro mentre cercava di fermarli con la sua pistol di ordinanza. Morì dopo 13 giorni di agonia.

Anche Milano ricorda il generale Dalla Chiesa, con una cerimonia che si è svolta nella Basilica di Santa Maria delle Grazie e la deposizione delle corone al Monumento al Carabiniere in Piazza Diaz.

Foto: ANSA

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Clelia Mulà



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