San Berillo

La storia di Wonder, da “prostituto” a operatore turistico

Maurizio Wonder
25 giu 2015 - 07:28

CATANIA - Nella vita si fanno delle scelte, a volte dettate dalla necessità, a volte dall’ambiente in cui si cresce. E se abbiamo visto come si sono insediate e come vivono le prostitute nel quartiere di San Berillo, c’è modo di vedere anche come si possa provare a cambiare. Un esempio viene dalla storia di Maurizio Wonder.

Alcuni sanno chi è, altri meno. Ma il suo racconto è di quelli che colpiscono. Ha vissuto per tanti anni a San Berillo e, ancora oggi, continua a frequentarlo. Ma con vesti diverse.

Wonder inizia a 17 anni a vendersi, quasi per gioco. Si diploma al geometra infatti. Poi, si iscrive in biologia. Tuttavia, per alcune difficoltà economiche comincia a fare il “prostituto”. Lo fa per anni, in cui i soldi non gli mancano: “Tutto quello che guadagnavo lo spendevo, sapevo che il giorno dopo sarebbero arrivati gli altri soldi. I profitti erano molti e mi passavo molti capricci: stupefacenti, viaggi e quant’altro”. 

Negli anni, in cui ha visto passare gente di ogni classe sociale, anche quella che non ti aspetteresti, questo mestiere comincia a “stargli stretto”, perché non prova belle sensazioni nel farsi toccare. Inoltre, il lavoro comincia a scarseggiare: “I clienti sono andati sempre più a diminuire, specialmente se si considera che ci sono sempre state generazioni nuove e più giovani. Sulla circonvallazione, per esempio, si appostano ragazze che sembrano fotomodelle”.

Come se non bastasse, altro duro colpo è arrivato dalla tecnologia e internet. Attraverso il network chiunque può mettersi in vendita.

Oggi, però, Maurizio ha cambiato mestiere: lavora in un saponificio e fa la guida turistica del quartiere per l’associazione Panvision. E mostra anche tanta umanità: fa volontariato per le suore di Calcutta, dove spesso andava nei periodi più bui della sua vita.

E il presidente del gruppo Gaetano Russo è entusiasta dell’operato e dell’iniziativa “Catania Segreta” e del lavoro di Maurizio. L’obiettivo dell’associazione è quello di migliorare la fruibilità di San Berillo, facendo fiorire nuovamente gli esercizi commerciali, operare degli interventi artistici per abbellire il quartiere e, soprattutto, puntare sull’integrazione delle prostitute nel mondo del lavoro, proprio come fatto con Wonder.

Inoltre, la sicurezza è un aspetto fondamentale, tanto che la Panvision ha richiesto un finanziamento per migliorare la resistenza al rischio sismico.

Infine, l’altro personaggio chiave nella vita e nel cambiamento di Maurizio è stata Sabrina, la titolare del negozio dove lavora adesso: “È stata una stima reciproca. È una persona di grande umanità”. Anche lei, inoltre, è molto vicina al quartiere e appoggia l’associazionismo volto alla riqualificazione di San Berillo: qui ha vissuto per tanti anni e vorrebbe che la gente tornasse a passare come un tempo.

La sola forza di volontà, però, non basta, e anche le istituzioni devono fare la loro parte. 

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Andrea Lo Giudice



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