Protesta

ST Microelectronics, “Governo mette a rischio il Modulo 9″

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23 ott 2015 - 19:26

CATANIA – Nuovo tempo di lotte per i catanesi. La mancanza di investimenti per la ST Microelectronics significherà non solo la già prevista chiusura del Modulo a 6 pollici ma anche la mancata attivazione del Modulo 9, per il quale invece erano già stati promessi 270 milioni di euro destinati alle produzioni delle fette di silicio ad otto pollici.

Stamattina, di fronte alla sede della zona industriale, le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, delle Rsu e dei relativi sindacati di categoria sono state sventolate accanto ai protestanti.

È stata consegnata inoltre una lettera indirizzata a Matteo Renzi, al quale viene chiesto un atteggiamento fattivo, che eviti di pensare ai tagli come l’unica via di fuga dalla crisi.

Ai segretari generali di FIOM, Fim, Uil, e Uglm, Stefano Materia, Pietro Nicastro, Matteo Spampinato e Angelo Mazzeo “preoccupa molto la mancanza di visione e di politica industriale da parte del governo italiano, e preoccupa ancor di più in considerazione del fatto che il settore della microelettronica continua ad essere considerato strategico a livello mondiale. Questa forma di protesta è stata attuata anche dai lavoratori di Milano e Grenoble, e in Francia, l’atteggiamento del governo in sinergia con il sindacato, è stato di accorata partecipazione proprio per evitare il licenziamento di un migliaio di dipendenti”.

A Catania non ci si può permettere di azzerare la scommessa del Modulo 9, che potrebbe garantire almeno un decennio di attività sicura“.

Nella lettera a Renzi, i lavoratori catanesi parlano di “eccesso di attenzione all’aspetto finanziario che ha portato il top management a tagliare diverse attività del gruppo, dalle memorie al mobile, e a non investire in modo adeguato in nuove tecnologie e nuovi prodotti”.

Ci troviamo ad affrontare una situazione molto difficile che rischia di impattare in modo tragico l’assetto industriale di ST”.

Anche i tre segretari generali di Cgil, Cisl, UIL, e Ugl, Giacomo Rota, Rosaria Rotolo, Fortunato Parisi e Carmelo Mazzeo hanno partecipato al presidio di oggi (presente anche la segretaria confederale della Cgil, Margherita Patti) e dichiarano: “È necessario che il governo Renzi inverta la rotta sulle politiche industriali ed è necessario che un segnale importante arrivi proprio a favore dei lavoratori ST Microelectronics in un territorio ricco di esperienza e nuove potenzialità per il futuro della microelettronica, come di fatto è quello catanese”.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania continueranno la loro battaglia al fianco dei lavoratori. Sono certi che “il governo italiano possa eguagliare il livello di interlocuzione di quello francese, se ha realmente a cuore la sorte di 4000 dipendenti di altissimo livello professionale“.

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Redazione NewSicilia



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