Immigrazione

Sprar di San Michele di Ganzaria: dall’accoglienza al lavoro il passo è stato breve

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24 gen 2015 - 18:29

SAN MICHELE DI GANZARIA - Dall’accoglienza al lavoro, il passo è stato breve. I giovani migranti ospiti della struttura Sprar di San Michele di Ganzaria, che rientra nella rete gestita dal Consorzio Sol.Calatino, stanno frequentando, da un po’ di tempo a questa parte, diversi tirocini formativi, che sono promossi sempre dallo stesso Consorzio. Quindi, dall’accoglienza si è passati allo step successivo dell’integrazione, che prevede un loro graduale inserimento nel tessuto economico e sociale sammichelese.

Le ragazze in questione, tutte provenienti dal Corno d’Africa, sono impegnate, per 24 ore alla settimana, in work experience nella biblioteca comunale, in una pizzeria e in un negozio di ortofrutta. Il tirocinio, che viene retribuito sia dal Sol. Calatino che dall’azienda ospitante, prevede attività di pulizia e catalogazione dei libri in biblioteca, di supporto in cucina nel settore della ristorazione e di sistemazione e vendita delle merci nell’ambito commerciale.

Le ospiti, che fin dal loro arrivo sono state ben accolte in paese, hanno definito “quest’esperienza lavorativa un sogno che in parte si realizza” dopo aver rischiato la loro vita per raggiungere l’Italia. La loro educazione e, soprattutto, la fiducia che riescono a ritagliarsi sul lavoro, hanno spinto molte aziende locali a richiederne l’impiego.

Oltre al work experience, le migranti hanno frequentato corsi di alfabetizzazione, di informatica e di estetista. “Stiamo vivendo assieme alle giovani ospiti – ha evidenziato Valentina Furnari, coordinatrice della strutturaun’esperienza straordinaria sotto l’aspetto umano, professionale e sociale. Il loro inserimento nel tessuto economico di San Michele è il migliore viatico ad eventuali fenomeni di discriminazione e razzismo”.

Dopo la fase dell’accoglienza – ha sottolineato Paolo Ragusa, presidente del Consorzio Sol. Calatinosiamo passati alla fase dell’integrazione, con cui si materializza uno scambio umano, culturale e professionale tra l’ospite e il territorio. Questo è un modello virtuoso, a cui si guarda con interessa da più parti dell’Europa”.

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Redazione NewSicilia



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