Salute

Solfiti nella carne, Asp alla cittadinanza: “Evitate di acquistare carne già tritata”

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21 apr 2016 - 14:16

CATANIA – “Evitate di acquistare carne già tritata o preparati: meglio farla tritare sul momento in macelleria”, questo è il consiglio di Emanuele Farruggia, direttore ASP Catania del Dipartimento Zootecnia e Sicurezza Alimentare, per evitare i pericolosi solfiti con cui spesso vengono trattate le carni. 

Non è bastata nemmeno la morte di Sara Di Natale, la studentessa rimasta in stato vegetativo e deceduta dopo 10 anni a causa di una polpetta piena di solfiti, a fermare l’allarmante fenomeno. Infatti, i recenti controlli effettuati dai carabinieri del Nas di Catania e dall’Asp, confermano una situazione decisamente negativa: ben 24 aziende su 38 sono state denunciate per l’uso di tali additivi chimici non consentiti dalla legge. 

“Quello dei solfiti è un problema molto radicato sul territorio catanese: ogni anno circa il 10% delle aziende controllate (tra macellerie e supermercati) viene denunciato perché adopera solfiti che non sono consentiti dalla legge in quanto pericolosi per la salute dei consumatori” dichiara il dottor Farruggia. “Sebbene una certa percentuale di solfiti sia consentita per i pesci e per i crostacei, per la carne bisogna fare un discorso completamente a causa del loro ph acido” prosegue.

I solfiti vengono frequentemente adoperati senza consapevolezza da parte dei macellai al fine di rendere la carne più appetibile e quindi vendibile, conferendole una colorazione “rosso vivo” . Tutto ciò rappresenta un potenziale pericolo per la salute delle persone, in particolare di coloro che soffrono di allergie come la ragazza morta a seguito di uno shock anafilattico lo scorso 11 aprile. 

“Purtroppo non bastano solo i controlli a tappeto (che sono indubbiamente necessari) per migliorare la situazione e tutelare i consumatori. Occorre sensibilizzare e formare chi si occupa della produzione e della vendita di carni: ed è proprio ciò che l’ASP sta facendo insieme alla Federcarni” conclude Farruggia.

Rosita Cipolla

Redazione NewSicilia



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