Anticrimine

Soldi guadagnati da monili rubati usati per usura: confiscati 8,5 milioni di euro a noto gioielliere

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14 giu 2017 - 10:36

TRAPANI - Due gioiellerie (una a Trapani e l’altra a San Vito Lo Capo), otto beni immobili, due autovetture e dei saldi attivi di numerosi conti correnti. Valore complessivo: 8,5 milioni di euro circa.

Duro colpo inflitto nelle prime ore di questa mattina al noto gioielliere Marcello Tumminia da parte della guardia di finanza di Trapani, che ha dato esecuzione ad un provvedimento di “confisca” nei confronti dell’uomo emesso dal Tribunale trapanese.

L’operazione è l’epilogo di una complessa e travagliata attività d’indagine che già nel 2015 aveva portato al sequestro degli stessi beni posseduti in maniera sproporzionata da Tumminia. Quest’ultimo è ritenuto, tra l’altro, socialmente pericoloso in ragione della commissione di una vasta gamma di reati che però l’inquirente non faceva da solo.

Infatti, le indagini hanno fatto anche luce su un’organizzazione composta da noti gioiellieri di Trapani, che è responsabile di aver ricettato e riciclato ingenti partite di preziosi di provenienza furtiva e di aver impiegato i proventi di quell’attività per concedere prestiti a tassi usurari nei confronti di numerosi imprenditori in difficoltà.

I successivi e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali svolti dai finanzieri sul conto della famiglia Tumminia hanno evidenziato, inoltre, un’evidente sproporzione tra i patrimoni accumulati negli ultimi dieci anni dal gioielliere trapanese con i relativi redditi dichiarati, assolutamente non in grado di giustificare quell’enorme arricchimento patrimoniale. Per tale ragione è scattato il sequestro di tutti i beni direttamente o indirettamente riconducibili a Tumminia.

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Redazione NewSicilia



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