Racconto

“Ho soccorso io Leo”, parla la compagna di classe di De Francesco

Grave incidente a Catania: scontro fra una moto e due auto
Grave incidente a Catania: scontro fra una moto e due auto
25 feb 2016 - 16:18

CATANIA - “Solitamente non percorro la via Valdisavoia per raggiungere la mia scuola, ieri invece ho imboccato quella maledetta strada. Camminavo con le mie amiche e ad un certo punto ho sentito il forte scontro tra una moto e una macchina, poi ho visto un ragazzo a terra: era Leo, l’ho riconosciuto immediatamente”.

Queste le parole di Giada Privitera la compagna di classe di Leonardo De Francesco, che ieri è stata la prima a soccorrere il giovane in evidente stato di difficoltà.

Ce l’ha davvero messa tutta, Giada, che ha agito con fermezza, senza farsi prendere dal panico per l’affetto che provava per il giovane, prima che arrivassero i soccorsi.

“Quando abbiamo chiamato il padre, era tranquillo non immaginava neanche cosa fosse successo - dichiara Giada -. È un carabiniere che, sempre per caso, si trovava in servizio nei dintorni mentre la madre era a casa”.

Il giovane, dopo l’impatto, è caduto di pancia e ciò ha causato la perforazione dei pomoni.

“Quando è arrivato in ospedale lo hanno sedato e sottoposto alla Tac, ma il trauma più forte Leo lo ha riportato ai polmoni e ad un braccio che ho cercato di medicare come potevo - racconta Giada -. È quando ha iniziato a rantolare che ho temuto il peggio”.

Ad oggi nessuno si spiega come questa tragedia sia potuta accadere. In molti dipingono il giovane come un ragazzo molto prudente.

“Leonardo era un ragazzo molto tranquillo, indossava sempre il casco. Non so cosa gli sia passato per la testa, ma sono certa che pensava di rientrare in tempo nella sua corsia – conclude Giada -. Adesso ho solo il suo viso nella testa. Mi mancherà tanto, mancherà a tutti noi”.

Una storia di fatalità. Il tragico epilogo di un “calcolo sbagliato” che lascerà per sempre un vuoto incolmabile.

Vittoria Marletta



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  • saro45

    Non so cosa gli sia passato per la testa, ma sono certa che pensava di rientrare in tempo nella sua corsia. E io aggiungerei che chissà se come al solito, il SUV anziché rallentare abbia magari accelerato? Come si fa in prossimità di una scuola, in centro abitato ad andare a forte velocità? Moto potentissime e SUV sempre più ingombranti su strade strette e trafficatissime specialmente in prossimità dell’inizio delle lezioni nelle scuole. R.I.P questo ragazzo e che la sua scomparsa molto prematura sia di insegnamento nei confronti di tanti giovani centauri.

  • saro45

    Cerchiamo veramente di essere seri e leggere bene ciò che si va a commentare. Io avevo scritto “Chissà se come al solito”. togliendo l’avverbio chissà, avrebbe ragione lei. Quindi io non ho sparato al caso. Ella invece ha sparato senza prendere la mira!