Indagini
 

Il business degli sbarchi: disarticolata rete criminale, 16 extracomunitari in manette. Favorivano l'immigrazione clandestina

Il business degli sbarchi: disarticolata rete criminale, 16 extracomunitari in manette. Favorivano l’immigrazione clandestina

31 mag 2016 - 07:31

CATANIA - Sono 16 i cittadini extracomunitari finiti in manette, questa mattina, a Catania.

La Squadra Mobile di Catania e la Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della locale Procura Distrettuale, li ha posti in stato di fermo di indiziato di delitto per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione allo sbarco di 884 migranti giunti presso il Porto di Catania lo scorso 28 maggio a bordo del rimorchiatore battente bandiera italiana “VOS THALASSA”.

Gli investigatori hanno acquisito gli elementi probatori necessari all’adozione dei provvedimenti di fermo nei confronti dei seguenti soggetti:

Mohammad Diallo; Gad Abdelfattah;  Ahmad Ahmad Omar;  Mohammed Ahmed;  Mohamad Al Ghdadi; Youssef Almabrouky; Jawad Boudraa; Moad Elouzin; Aziz GhedBane; Youreb Hajji; Aziz Hashaqui; Mohammen Herman; Ahmed Ibrahim; Bechir Maatouq; Abudi Risaag Mayamed e Moustapha Saber.

Seguendo un consolidato protocollo investigativo gli investigatori della Squadra Mobile, del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle hanno raggiunto al largo delle coste siciliane il rimorchiatore “VOS THALASSA” e hanno avviato le indagini che sono proseguite incessantemente per l’intera giornata di sabato fino a tarda notte.

Dalle dichiarazioni dei migranti è emerso che costoro, giunti in Libia dai paesi d’origine, erano stati condotti in connection house site nelle località di Zuara e Sabratah, dove erano rimasti 30/45 giorni, sorvegliati da trafficanti che davano loro da mangiare una volta al giorno.

I migranti, che avevano pagato per la traversata somme variabili tra 800/1500 dinari libici (500/1000 euro), venivano condotti in spiagge e fatti salire a bordo di natanti (gommoni o piccoli pescherecci) .

Le investigazioni hanno consentito di acquisire univoci e concordanti elementi di responsabilità a carico dei sedici indagati, permettendo di individuare in Diallo, cittadino gambiano, il driver del natante, mentre nei restanti 15 stranieri coloro che si erano occupati di predisporre l’occorrente per affrontare la navigazione (portando taniche di benzina, il motore ed altro), nonché di mantenere, una volta a bordo, il governo del predetto natante.

A conclusione delle attività, i fermati sono stati rinchiusi a Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I provvedimenti di fermo scaturiscono dall’incessante attività di contrasto e repressione del traffico di migranti via mare, coordinata dalla Procura Distrettuale e condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Catania che, dall’inizio dell’anno 2016, ha consentito di sottoporre a fermo di polizia giudiziaria, sotto il coordinamento della locale Procura Distrettuale, 33 scafisti a fronte di 9 sbarchi avvenuti presso il Porto di Catania.

L’intenso lavoro investigativo ha anche consentito l’acquisizione di elementi utili per successivi sviluppi delle indagini intese a ricostruire le modalità seguite dall’associazione criminale di trafficanti libici che ha organizzato la partenza via mare e con la quale i predetti fermati hanno avuto contatti.

Redazione NewSicilia