Società

“Smettiamola di fare i mafiosi”: bambini di Siracusa commuovono i Focolari

giovani per un mondo unito - gruppo
18 ago 2016 - 16:57

SIRACUSA – I Giovani per un Mondo Unito incontrano le periferie di Siracusa. Per il terzo anno consecutivo, i quartieri Akradina e Tike e da quest’anno anche Grottasanta, hanno ospitato il “Siracusa Summer campus”, organizzato dai giovani del Movimento dei Focolari.

120 i giovani provenienti da 17 regioni italiane (20 dalla Sicilia, 35 dal Lazio e gli altri provenienti da diverse città del Nord e del Sud) che per dieci giorni hanno donato colori nuovi a queste periferie grazie a varie attività (workshop, danza, giornalismo, teatro, pittura). Vi hanno preso parte poco più di cento bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni: le attività si sono svolte nelle scuole Martoglio e Chindemi.

A conclusione del Campus sono stati messi in scena nei cortili delle scuole due spettacoli, frutto dell’esperienza vissuta nei vari  laboratori mattutini: gli spettacoli sono stati aperti alla partecipazione dei genitori e degli abitanti del quartiere.

I ragazzi del Campus hanno anche realizzato alcune opere concrete grazie ad un’attività di riqualificazione: le insegne per il “Solarium Vaccamotta” del quartiere Grottasanta (inaugurati ufficialmente il 10 agosto), hanno dato il loro contributo nella ristrutturazione della casa dei cittadini e sistemato il campetto di calcio dell’istituto Chindemi.

“Il ‘team della riqualificazione’ – spiega Maria Chiara Cefaloni, di Ciampino (Roma) – è stato un vero e proprio laboratorio creativo. Ci siamo messi a disposizione del quartiere, realizzando cartelli stradali per favorire la discesa in spiaggia o sistemando il campo di calcio della scuola. Abbiamo sistemato alcuni locali della ‘Casa del Cittadino’, una struttura diventata punto di riferimento per il quartiere, dove nascono le iniziative messe in atto dalle associazioni locali. È stata un’esperienza di cittadinanza attiva che ci ha fatto sperimentare cosa significhi agire in prima persona, senza temere di sporcarsi le mani per realizzare il bene comune”.

gigi latina, gabriele vaccaro, maria chiara cefaloni

Nel pomeriggio i giovani partecipanti al Campus hanno vissuto dei momenti di approfondimento, con dei seminari sui temi della mafia, legalità, finanza etica, immigrazione e accoglienza, pace e disarmo, con la partecipazione di alcuni “testimoni”: la preside Giusy Aprile, Gabriele Vaccaro (di Banca Etica), Antonello Ferrara, Noemi Favitta, don Carlo D’Antoni,  Gregorio Porcaro (responsabile regionale di “Libera”), Francesco La Rosa (sindaco di Niscemi), Massimo Toschi (consigliere del presidente della Regione Toscana su Pace e Dialogo tra le culture) e Keith Abdelhafid (Imam della Moschea della Misericordia di Catania, presidente dalla Comunità Islamica di Sicilia).

raffaele natalucci massimo toschi

Dopo tre anni è anche tempo di bilanci, così l’ultima mattina è stata dedicata all’analisi delle esperienze vissute nei tre anni appena conclusi, dei risultati raggiunti e ai progetti per il futuro. I giovani hanno analizzato l’esperienza vissuta, insieme alla sociologa Annamaria Leonora e ad Augusto Gamuzza, entrambi dell’Università di Catania. Da lì si parte per programmare le azioni future dei giovani del Movimento dei Focolari in tutta Italia.

“L’esperienza di questi tre anni – afferma Carmelina  Morana, di Rosolini – è  stata un percorso di crescita individuale, ma soprattutto un’ opportunità per essere ciascuno strumento di cambiamento nella collaborazione con l’altro e con il mondo circostante. È stata una profonda ricerca nella realtà per scoprire la bellezza autentica che vive oltre le apparenze“.

“L’obiettivo dei Giovani per un mondo unito – aggiunge Raffaele Natalucci, di Roma – è portare lo spirito di fratellanza e la cultura del noi, creando quel terreno fertile necessario per far nascere una comunità. Nutriamo una naturale predilezione per quelle ferite non ancora rimarginate presenti nel nostro territorio, per questo motivo abbiamo scommesso sui bambini invisibili delle scuole Martoglio e Chindemi, che vivono spesso ai margini della città, in quartieri estremamente periferici. Ci riempiono di gioia le parole rivolte da un ragazzino ai suoi amici dopo un litigio: ‘smettiamola di fare i mafiosi, basta vendetta e violenza, siamo cambiati‘. I rapporti che abbiamo stretto durante il Campus ci spingono a continuare, anche nei prossimi anni, l’esperienza di servizio concreto nelle periferie, con attività per chi ha più bisogno, per gli ultimi e soprattutto per i bambini. La nostra intenzione è tornare a Siracusa, allo stesso tempo però saremo presenti  anche in altre città perché la rete costruita finora diventi un vero e proprio modello sociale”.

Omar Qasem



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